Lazio, psicologo di base: il PD sfida Rocca con 15mila firme, ma in 10 anni di governo non lo ha mai reso realtà

Psicologo di base

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Uno psicologo pubblico nei territori, accanto al medico di famiglia e al pediatra, accessibile anche a chi non può permettersi un percorso privato: è il cuore della proposta di legge di iniziativa popolare per istituire nel Lazio il Servizio di Assistenza Psicologica Primaria: uno psicologo ogni 15mila abitanti, inserito nei distretti sanitari delle ASL e collegato ai Centri di Salute Mentale. L’obiettivo è intercettare prima ansia, depressione, fragilità giovanili e disagio familiare, evitando che il problema esploda quando è già diventato emergenza.

Oltre 13mila firme: il dossier arriva sul tavolo di Rocca

La proposta è stata sostenuta da oltre 13mila firme e ha come prima firmataria la consigliera regionale del Partito Democratico Sara Battisti. Adesso il testo deve misurarsi con la maggioranza che sostiene il presidente della Regione, Francesco Rocca. Battisti accusa il centrodestra di voler accelerare su una propria formulazione, rischiando di cambiare profondamente la legge firmata dai cittadini. È un’accusa politica della consigliera dem, sulla quale, al momento, non risulta una replica ufficiale della Giunta regionale.

Il conto aperto del PD: dieci anni al governo senza il servizio

Ma il centrosinistra non può presentarsi alla sfida come se il tema fosse nato oggi. Durante la lunga stagione regionale guidata dal PD, dal 2013 al 2023, l’idea dello psicologo nelle cure primarie era già arrivata alla Pisana. Nel 2019 fu depositata la proposta n. 138 per avviare una sperimentazione; nel 2022 la proposta n. 344 puntava a istituire il servizio di psicologia di base in ogni ASL, in collaborazione con medici di famiglia e pediatri. Eppure, alla fine della legislatura Zingaretti, quel servizio non era diventato realtà strutturale. Il PD oggi incalza Rocca, ma porta sulle spalle anche il peso di un’occasione lasciata scadere.

Il paradosso della sanità territoriale: anche i medici di base scarseggiano

Il problema non è soltanto approvare una legge. Il nuovo psicologo dovrebbe lavorare dentro una medicina territoriale già in affanno. Nel novembre 2025 lo SMI Lazio ha denunciato una carenza di circa 400 medici nella regione, sostenendo che molti cittadini restano senza un riferimento stabile e che la medicina generale soffre soprattutto per il mancato ricambio dei professionisti andati in pensione.

Rocca sotto pressione, ma il centrosinistra non può dimenticare il passato

Ora la partita è nelle mani della maggioranza regionale. Rocca dovrà decidere se raccogliere la richiesta arrivata dai cittadini oppure aprire uno scontro sul testo della legge. Ma l’opposizione, mentre alza il tono, deve fare i conti con la propria storia: il Lazio ha avuto dieci anni di governo regionale a guida PD e lo psicologo di base, pur discusso e proposto, non è mai diventato un servizio stabile. La salute mentale non può più essere un terreno di promesse reciproche: chi governa oggi deve decidere, chi ha governato ieri deve spiegare perché non lo ha fatto prima.