Addio ‘Mercato dei Fiori’, Roma vuole una piscina ma non conosce l’immobile: 17 milioni e pesanti incognite scaricate sul privato
Roma sogna di trasformare l’ex Mercato dei Fiori di via Trionfale 45 in un grande polo sportivo e culturale, con una piscina in cima alle preferenze dei cittadini, ma non ha eseguito studi specifici per verificare se proprio le attività acquatiche siano compatibili con l’edificio che pretende di affidare al privato: verifiche, costi e gran parte del rischio finiranno quindi proprio sulle spalle del futuro gestore privato. È quanto emerge dai documenti e dalle risposte fornite dal Campidoglio ai concorrenti della gara.
Nei chiarimenti ufficiali di gara, Roma mette nero su bianco che le verifiche sullo stato reale dell’immobile spettano ai concorrenti. E se dopo l’aggiudicazione dovessero emergere criticità strutturali, geotecniche o impiantistiche più gravi del previsto, il futuro gestore non avrà automaticamente diritto a rivedere canone, durata o piano economico. In sostanza, gran parte del rischio tecnico e degli eventuali maggiori costi viene scaricata sul privato.

Roma cerca ancora dati su fogne e impianti
Le ultimissime novità arrivano il 5 agosto. Un concorrente ha chiesto informazioni sullo stato della struttura. Roma ha risposto di non disporre dei dati richiesti. Anche sugli allacci alla rete fognaria (indispensabili per una piscina) le informazioni non risultano complete e sono in corso approfondimenti con il Dipartimento Lavori Pubblici e Acea. Il quadro tecnico dell’edificio, dunque, è a carico dei privati.
I cittadini scelgono la piscina, ma manca lo studio
Le ambizioni sono alte. Oltre 4mila cittadini hanno partecipato al percorso promosso da Roma nei mesi scorsi per decidere il futuro dell’ex mercato. Lo sport è risultato la funzione più richiesta e, tra le attività, la piscina ha conquistato il primo posto. Ma quando un concorrente ha chiesto se fossero state effettuate verifiche specifiche sulla possibilità di realizzare vasche e attività acquatiche, il Campidoglio ha risposto di no. Nessuno studio specifico è stato ancora eseguito.
L’edificio è chiuso per inagibilità dal 2022
Non si parte, però, da un immobile in buone condizioni. Nell’ottobre 2022 una porzione del solaio cedette e Roma dispose la chiusura della struttura per inagibilità. Quasi quattro anni dopo, un concorrente ha chiesto relazioni strutturali, indagini sismiche e geologiche aggiornate. La risposta del Comune è stata netta: non risultano agli atti indagini o approfondimenti completi sullo stato dei luoghi e le verifiche dovranno essere svolte dagli operatori interessati.
Lavori fino a quasi 17 milioni
Poi c’è il nodo dei costi. Alla presentazione del bando il Campidoglio aveva parlato di una ristrutturazione stimata tra 10 e 12 milioni di euro. Il Documento di indirizzo alla progettazione indica però scenari più ampi: circa 9,4 milioni di soli lavori nell’ipotesi base e fino a 12,7 milioni nello scenario più esteso. Inserendo le altre voci del quadro economico, il conto può arrivare a circa 16,9 milioni.
Cinquant’anni al privato, ma anche il rischio
Il vincitore potrà ottenere l’ex Mercato dei Fiori per un massimo di 50 anni, pagando un canone base di 120mila euro l’anno e finanziando la riqualificazione. Le offerte potranno essere presentate fino al 15 ottobre.
Ma il punto più delicato è un altro. Se dopo l’aggiudicazione dovessero emergere condizioni strutturali, geotecniche o impiantistiche peggiori del previsto, questo non darà automaticamente diritto a modificare canone, durata o piano economico.
Ed è qui che il progetto mostra il suo paradosso: Roma ha chiesto ai cittadini cosa volessero e i cittadini hanno scelto soprattutto la piscina. Il Campidoglio ha raccolto quella richiesta, ma prima ancora di sapere se una vasca potrà davvero essere realizzata toccherà al privato scoprire fino in fondo cosa si nasconde dentro un edificio chiuso per inagibilità dal 2022. E se il conto salirà, il bando ha già stabilito chi dovrà pagarlo. Il privato.