Alemanno, scarcerazione più vicina: il 24 giugno lascerà il carcere di Rebibbia
La data da segnare in rosso per l’ex sindaco di Roma è quella del 24 giugno. Gianni Alemanno dovrebbe lasciare il carcere di Rebibbia dopo il rigetto del reclamo presentato dal Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria del Lazio. Nessun colpo di scena, dunque, almeno allo stato degli atti. L’ex primo cittadino si avvicina alla fine della detenzione, fissata in anticipo dopo la riduzione di pena riconosciuta dal Tribunale di Sorveglianza.
La decisione sulla pena
Il punto centrale è tecnico, ma l’effetto è politico e giudiziario insieme. Il Tribunale di Sorveglianza aveva riconosciuto ad Alemanno una riduzione di 39 giorni della pena, accogliendo l’istanza della difesa legata alle condizioni detentive ritenute inumane e degradanti. Da qui la nuova data di uscita: non più avanti nell’estate, ma il 24 giugno.
Il reclamo respinto
Il Provveditorato aveva contestato quella decisione, provando a rimettere in discussione il calendario della scarcerazione. Il reclamo, però, non è passato. La conseguenza è semplice: resta valido il provvedimento che consente all’ex primo cittadino della Capitale di uscire da Rebibbia il 24 giugno. Una vicenda che chiude, per ora, il fronte carcerario.
Il caso giudiziario
Alemanno è detenuto a Rebibbia dopo la revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Sta scontando una condanna definitiva a un anno e dieci mesi per traffico di influenze illecite, in uno dei filoni dell’inchiesta Mondo di Mezzo. La scarcerazione non cancella il quadro giudiziario, ma segna la conclusione della fase detentiva.
Il peso politico
La notizia ha inevitabilmente anche una lettura politica. Alemanno non è un nome qualunque: è stato sindaco di Roma, ministro, figura storica della destra italiana. La sua uscita dal carcere arriva in una fase in cui quell’area politica è in movimento, tra vecchie appartenenze, nuove sigle e tentativi di riposizionamento. Ma il dato, oggi, resta uno: il 24 giugno Alemanno dovrebbe lasciare Rebibbia. Senza enfasi. Con una data fissata dagli atti.