Ama, lavoratori in piazza, Santori (Lega) all’attacco: “Vergognoso silenzio di Ama e Campidoglio”


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Roma, centinaia di lavoratori Ama sono scesi in piazza davanti alla sede Ama per denunciare una situazione interna che, secondo i sindacati e la Lega, sarebbe ormai diventata pesante. Al centro della protesta ci sono turni, festivi, organizzazione del lavoro e condizioni operative giudicate sempre più difficili. Una mobilitazione che non riguarda soltanto i dipendenti, ma tocca direttamente il servizio rifiuti della Capitale, già da tempo al centro di polemiche e disagi.

Il silenzio dei vertici finisce sotto accusa

A denunciare il caso è Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, che parla di un comportamento “gravissimo” da parte dei vertici Ama. Secondo Santori, l’azienda avrebbe ignorato il malessere dei lavoratori e non avrebbe dato disponibilità a ricevere i rappresentanti sindacali promotori della protesta. Una chiusura che, politicamente, pesa molto: quando una società pubblica non ascolta chi manda avanti il servizio, il problema smette di essere soltanto sindacale e diventa amministrativo.

Rifiuti, turni e servizi minimi

La critica della Lega va oltre il presidio. Santori contesta anche la gestione dello sciopero, accusando Ama di aver sottovalutato la portata della mobilitazione e di non aver predisposto adeguate coperture organizzative per garantire i servizi minimi essenziali. Il punto politico è chiaro: se la protesta era prevedibile, l’azienda avrebbe dovuto prepararsi. In una città che convive ciclicamente con difficoltà nella raccolta dei rifiuti, ogni vuoto organizzativo rischia di ricadere sui cittadini.

Il caso diventa politico

Santori chiama direttamente in causa il sindaco Roberto Gualtieri, accusandolo di difendere i vertici aziendali da lui nominati e di voltarsi dall’altra parte davanti al disagio dei lavoratori. È qui che la protesta Ama assume un significato più largo: non solo una vertenza interna, ma un banco di prova per la governance delle partecipate capitoline. La domanda politica è semplice: se centinaia di dipendenti arrivano a protestare davanti all’azienda, chi governa Roma può davvero limitarsi a osservare?

Pallavicini, denuncia di Santori
Fabrizio Santori

Una grana per il Campidoglio

La vicenda apre una nuova crepa nel rapporto tra Campidoglio, Ama e lavoratori. La Lega punta a trasformare il malcontento sindacale in un atto d’accusa contro l’amministrazione comunale, insistendo su un tema sensibile per i romani: la pulizia della città. Il messaggio di Santori è netto: il problema non sono gli operatori, ma chi dirige l’azienda e chi politicamente ne ha scelto la guida. Una linea dura, destinata ad alimentare lo scontro in Aula Giulio Cesare.