Ardea, due persone rischiano di annegare in pochi minuti (e una terza sviene): le sorelle Talia e Andrea si tuffano e le salvano
Il mare mosso, due persone in difficoltà e pochi secondi per decidere cosa fare. Sabato 29 agosto, sulla spiaggia di Marina di Ardea, una giornata al mare si è trasformata in un doppio intervento di salvataggio. Protagoniste due sorelle, Talia Piscitelli, 20 anni, e Andrea Piscitelli, 24 anni, entrambe bagnine di salvataggio dell’Associazione Nazionale Assistenti Bagnanti.
Erano allo stabilimento “L’Ultima Spiaggia”, in via Avellino, quando Talia è stata avvertita dai bagnanti che, sulla spiaggia libera accanto, un uomo stava rischiando di annegare. “Il mare era parecchio mosso, motivo per cui nella mia spiaggia non facevo allontanare nessuno”, racconta Talia Piscitelli. Il suo specchio d’acqua era sotto controllo, ma tenere contemporaneamente d’occhio anche la spiaggia libera era molto più complicato. Poi è arrivata la segnalazione. “Fortunatamente sono stata allertata dai bagnanti che mi hanno detto che sulla spiaggia libera un signore stava affogando”. Talia non ha esitato. È corsa verso la spiaggia, si è tuffata e ha raggiunto l’uomo a nuoto.
Il primo salvataggio: “Continuava ad andare a fondo”
Quando è arrivata vicino all’uomo, la situazione era già molto seria. Il bagnante continuava ad andare a fondo e si agitava. Talia è riuscita a raggiungerlo e a mettere in atto le manovre di salvataggio, trovando anche la collaborazione dell’uomo. “Probabilmente qualcun altro si sarebbe fatto prendere dal panico e mi avrebbe buttata giù, come già mi era successo l’anno scorso. Lui invece si è fatto trascinare e mi ha mostrato fiducia”. Mentre riportava il primo bagnante verso riva, dalla spiaggia sono iniziate ad arrivare altre grida.
C’era una seconda persona in difficoltà, ancora più distante dalla riva. “Essendo da sola per me era impossibile riuscire a prendere l’altra donna”. A quel punto Talia ha iniziato a fare i tre fischi d’emergenza, nella speranza di essere sentita dalla sorella Andrea, anche lei bagnina, ma che in quel momento era in servizio come cameriera. E Andrea ha risposto, senza un attimo di esitazione.
Ardea, 7 cani denutriti e un’attività chiusa: blitz dei Carabinieri a Tor San Lorenzo (FOTO)
Il secondo salvataggio: in acqua entra anche Andrea
Andrea era già corsa giù in spiaggia. Quando ha capito che c’era una seconda persona da recuperare, si è tuffata. Mentre Talia portava a riva il primo uomo, la sorella ha raggiunto la donna. Una volta messo in sicurezza l’uomo, Talia si è rituffata per raggiungere la seconda persona in pericolo, che nel frattempo era stata già raggiunta da Andrea e da altri bagnanti. E sono tornate a riva insieme. Ma il lavoro non era finito.
La donna è stata portata sulla riva e le due sorelle hanno iniziato immediatamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare, mentre veniva richiesto anche il defibrillatore. Fortunatamente non è stato necessario utilizzarlo. Talia ha eseguito le compressioni toraciche, mentre Andrea ha effettuato le insufflazioni con il pallone Ambu. Poi la donna ha iniziato a reagire. “La signora grazie alle nostre manovre si è ripresa e ammetto che nel vederla reagire mi sono messa a piangere dalla gioia”, racconta Talia. Un’emozione fortissima, arrivata dopo minuti concitati e con il mare ancora agitato.
Anche una parente della donna si sente male
In quei momenti di paura c’è stato anche un altro malore. Una parente della donna è svenuta, probabilmente presa dal panico. Talia si è occupata anche di lei, alzandole le gambe e cercando di farle prendere aria. Attorno alle due vittime, intanto, si era raccolta una piccola catena di solidarietà. “È stato un momento di grande umanità perché anche la gente intorno aveva preso un ombrellone per coprire le due persone da occhi indiscreti e dal sole”. Poi sono arrivati i soccorsi: Capitaneria di Porto, Carabinieri, eliambulanza e ambulanze.
La donna e l’uomo salvati dalle due sorelle sono stati presi in carico dai sanitari del 118. Per entrambi la giornata si è conclusa al pronto soccorso, ma con un esito positivo.
Andrea: “Non avrei potuto desiderare una squadra migliore”
“Non è sempre semplice affrontare situazioni di questo tipo, in cui ogni secondo conta. Noi lo abbiamo fatto, ma la vera forza oggi la devo a mia sorella: è stata incredibilmente lucida, fredda e impeccabile dall’inizio alla fine. Vederla agire con quella determinazione al mio fianco, senza mai esitare, mi riempie di un orgoglio indescrivibile. In questa squadra, però, mi sento di dover aggiungere anche mio padre.
Lui rappresenta per me il cardine fondamentale, colui che ci ha insegnato questo mestiere e soprattutto il rispetto per il mare. Lui che in ogni momento era lì, di fianco a noi. L’unico che non ha bisogno di parlare, perché con un solo sguardo ci trasmette sicurezza e la forza per non mollare mai. Ma soprattutto, le braccia nelle quali poter crollare dopo essere state travolte da emozioni così forti e spesso disarmanti. Non avrei potuto desiderare una squadra migliore. Sono fiera di noi”, ha dichiarato Andrea, la sorella maggiore.
Talia: “Ci siamo date forza e sicurezza a vicenda”
“È stato un momento molto intenso, sicuramente uno di quelli che difficilmente dimenticherò. Il mare era particolarmente mosso e, quando mi sono resa conto che c’erano due persone in difficoltà, ho cercato semplicemente di fare quello per cui sono stata formata, mantenendo la calma e cercando di essere lucida per me ma anche per non agitare ulteriormente i pericolanti.
In tutto questo, avere mia sorella Andrea accanto è stato fondamentale. Sapere che c’era lei mi ha dato sicurezza e mi ha permesso di rimanere lucida anche in un momento così caotico, e penso che sia stato lo stesso per lei. Ci siamo date forza e sicurezza a vicenda, ci siamo capite senza bisogno di dirci troppo e ognuna sapeva di poter contare sull’altra. Lei è la mia spalla, sempre, e in quel momento lo è stata ancora di più. Quando la signora ha iniziato a reagire alle nostre manovre, l’emozione è stata tanta e ammetto di essermi commossa. In quel momento ho pensato semplicemente che ce l’avevamo fatta. Amo questo lavoro proprio per questo, perché mi fa sentire utile. Sapere di poter aiutare le persone, soprattutto nei momenti in cui hanno bisogno, mi fa stare bene.
Credo che, più che un gesto eroico, sia stato un momento di grande collaborazione e umanità. Dai bagnanti che ci hanno segnalato le persone in difficoltà, a chi ci ha aiutato sulla riva, fino ai soccorsi arrivati successivamente, ognuno ha fatto la propria parte. Sono semplicemente grata di essere stata costantemente affiancata da mia sorella e sono felice che questa storia abbia avuto un lieto fine”, ha commentato Talia, ancora emozionata nel ricordare quanto successo sabato. Perché salvare due vite in pochi minuti non è un semplice lavoro…