Biglietti Colosseo, caos prenotazioni: l’accusa delle guide: “C’è un mercato parallelo illegale”
Comprare un biglietto per il Colosseo dal sito ufficiale, oggi, è diventato per molti una corsa a ostacoli. A denunciarlo sono le guide turistiche abilitate, che parlano di un sistema sempre più difficile da usare per visitatori e piccoli operatori. Il risultato, secondo l’associazione Agta, è semplice: chi non riesce a prenotare sul canale pubblico finisce spesso sulle piattaforme private, dove gli stessi ingressi vengono proposti a prezzi molto più alti.
La segnalazione delle guide turistiche
A sollevare il caso è Isabella Ruggiero, presidente dell’Associazione guide turistiche abilitate, che ha presentato un dossier e una segnalazione ad Agcm e Anac. Il punto centrale della denuncia è questo: i biglietti disponibili sul portale ufficiale sparirebbero troppo in fretta, anche in mesi meno affollati come gennaio e febbraio. Secondo le guide non si tratta di un fenomeno normale, ma del segnale di un sistema che va corretto sia sul piano tecnico sia su quello organizzativo.
Cosa succede sul sito ufficiale
Molti utenti, racconta l’associazione, non riescono nemmeno a vedere i biglietti disponibili. Altri li trovano, ma quando provano a metterli nel carrello il sistema restituisce errore. Le testimonianze raccolte parlano di una procedura frustrante, spesso inutile anche per chi si collega nel momento esatto in cui i ticket vengono messi in vendita. Il Parco archeologico ha parlato di attacchi informatici e di forte affluenza, escludendo però la presenza di bot interni al sistema.
Il nodo del mercato parallelo
Secondo Agta, una parte del problema nascerebbe dall’uso improprio dei canali di vendita. Esistono infatti una piattaforma per il pubblico e una riservata agli operatori accreditati. La denuncia sostiene che alcuni grandi soggetti comprerebbero anche sul canale pubblico, riducendo ulteriormente la disponibilità per i singoli visitatori. In questo meccanismo si inserirebbe anche il secondary ticketing: il biglietto da prezzo ordinario finisce così dentro pacchetti con servizi aggiuntivi e costi che salgono rapidamente.
Prezzi più alti e scelta ridotta
Il punto più delicato riguarda proprio il consumatore finale. Un ingresso che sul sito ufficiale costa 18 euro può arrivare a 33, 50 o anche 100 euro se venduto con audioguida o altri servizi. Per i ticket più richiesti, come quelli dei Sotterranei, i prezzi possono crescere ancora di più. Per le guide turistiche il problema non è l’esistenza dei pacchetti privati, ma il fatto che rischino di diventare l’unica strada concreta per entrare al Colosseo.
Le proposte per uscire dal caos
L’associazione chiede interventi precisi: vendita dei biglietti con maggiore anticipo, orari estivi più ampi, revisione di alcuni percorsi interni e di certe tipologie di ingresso considerate poco funzionali. L’obiettivo è alleggerire i flussi e rendere il sistema più accessibile. Il punto, in fondo, è uno solo: il visitatore deve poter scegliere liberamente come visitare il Colosseo, senza essere spinto verso soluzioni più costose perché il canale pubblico non riesce a rispondere alla domanda.