Caos taxi a Roma, il Comune promette 41 nuove licenze, ma i tassisti preparano la protesta sotto al Campidoglio

Roma, sullo sfondo il Colosseo e un taxi, in primo piano il sindaco Gualtieri e l'assessore Patanè

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Il Campidoglio prova a rimettere mano al dossier taxi: con la delibera n. 117 pubblicata il 30 aprile, la Giunta Gualtieri ha deciso di aumentare di 41 unità le licenze destinate ai veicoli taxi attrezzati per il trasporto di persone con disabilità. Il numero delle licenze per i taxi destinati alle persone con disabilità passa così da 200 a 241.

Il bando delle 1.000 licenze e il nodo graduatorie

La decisione arriva dentro una vicenda ingarbugliata. Tutto parte dal bando per 1.000 nuove licenze taxi per Roma di settembre 2024, in vista del Giubileo 2025: 800 ordinarie e 200 per mezzi attrezzati. Doveva essere – questo bando – la risposta salvifica del Campidoglio alla cronica carenza di taxi a Roma, per di più in vista dell’Anno Santo. Invece, il percorso si è trasformato in una sequenza infinita di ricorsi, contestazioni e correzioni giudiziarie. Alcuni candidati hanno difatti impugnato le graduatorie del Campidoglio, soprattutto per il modo in cui erano stati trattati coloro che avevano scelto di concorrere per entrambe le tipologie di licenza.

Il TAR cambia le carte in tavola

Il TAR Lazio ha accolto alcuni ricorsi e ha ordinato al Comune di riformulare le graduatorie, inserendo i candidati in base al punteggio ottenuto. Da qui nasce una parte del caos amministrativo. Il Campidoglio è stato costretto a rivedere la graduatoria delle licenze, come da noi rivelato in un precedente articolo. In questo quadro si inserisce l’aumento delle 41 licenze per taxi accessibili: una scelta che serve anche a gestire gli effetti delle sentenze del Tar.

Gualtieri e Patanè rincorrono il problema

Il Campidoglio, in materia di taxi, sembra rincorrere gli eventi più che governarli. Prima l’annuncio delle 1.000 licenze, poi i ricorsi e controricorsi, poi la sentenza del TAR, poi il ricalcolo, ora un nuovo aumento per evitare probabilmente una nuova sequela di ricorsi giudiziari. Per il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, il dossier taxi resta uno dei più delicati. La promessa era migliorare il servizio. Ma, tra atti correttivi e proteste, l’impressione è quella di una macchina amministrativa lenta e poco lineare.

Un aumento utile, ma non risolutivo

Le 41 licenze in più possono aiutare il trasporto delle persone con disabilità. È un intervento importante, perché a Roma trovare un taxi accessibile è una mission impossible. Il numero resta limitato rispetto al fabbisogno complessivo. Nella stessa delibera di Giunta del resto si richiama del resto il parere dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, secondo cui Roma avrebbe bisogno di un incremento molto più ampio, stimato in almeno 2.330 licenze.

Il 5 maggio la protesta dei tassisti

Intanto la categoria si prepara alla mobilitazione del 5 maggio. I tassisti porteranno la protesta sotto il Campidoglio, contestando la gestione del settore e chiedendo regole più chiare. Nel mirino ci sono anche NCC, Uber e golf cart turistici, considerati da molti operatori una concorrenza non sempre controllata. La richiesta è semplice: più verifiche, più ordine e meno annunci spot.