Colonnine elettriche, la Roma di Gualtieri regala 10 anni di suolo pubblico ai colossi dell’energia: in provincia, invece, si paga caro


Roma ha individuato 42 aree per nuove isole di ricarica ad alta potenza. La determina del 24 dicembre 2025, annunciata dal Campidoglio il 14 gennaio, chiude la fase di localizzazione e prepara le procedure competitive per scegliere gli operatori. Non assegna già quelle aree alle società. Ma mentre Roma progetta l’ampliamento della rete, gli atti pongono una domanda sul valore del suolo pubblico: quale canone è previsto per chi installerà e gestirà le colonnine?

Dieci anni, canone zero

La risposta sta in due atti che il lettore può controllare. L’articolo 8 del regolamento capitolino del 2023 fissa in dieci anni la durata della concessione; l’articolo 10 rinvia, per il canone, al regolamento approvato nel marzo 2021. Quest’ultimo include le colonnine e i relativi posti auto tra le occupazioni per cui il canone non è dovuto, tradotto: è gratis. Gli operatori sostengono comunque spese di installazione, gestione e manutenzione: l’esenzione riguarda il canone del suolo pubblico che gli viene concesso.

La scelta ereditata da Gualtieri

Gualtieri non ha introdotto quell’esenzione. Era già presente nel regolamento capitolino del 2019, durante l’amministrazione Raggi, ed è stata mantenuta nella disciplina del canone approvata a marzo 2021, sempre dalla Raggi. L’amministrazione di Gualtieri ha poi varato il nuovo regolamento delle colonnine nel 2023, confermando il rinvio a quella disciplina, senza modificarla. La responsabilità politica, dunque, va raccontata con le date giuste: Raggi ha lasciato il canone azzerato; la Roma di Gualtieri ha conservato quella scelta mentre programmava nuove aree di ricarica.

Il tariffario sull’altra rete stradale: Città Metropolitana di Roma

Il regolamento della Città metropolitana classe 2024 presenta invece una tariffa base di €105 al metro quadrato annuo per l’occupazione permanente, da calcolare con i coefficienti previsti, oltre a €115 di diritti di istruttoria. Conta l’ingombro delle infrastrutture, non la superficie degli stalli auto; sotto determinate soglie il canone può non essere dovuto. Per dire quanto abbiano pagato specifiche società servono le loro concessioni. Il confronto certo, oggi, è quello fra un’esenzione capitolina espressa e un tariffario metropolitano applicabile secondo le caratteristiche della singola occupazione.

Due diverse tariffe, sotto lo stesso cielo romano, per mano dello stesso sindaco Gualtieri.

La cosa è singolare, a maggior ragione considerando che per entrare dentro la ZTL di Roma-centro ai proprietari di auto elettriche da luglio scorso tocca pagare mille euro l’anno di ‘tassa’, come previsto dalla Giunta Gualtieri. Anche se ora quella tariffa è oggetto di una approfondita analisi da parte del Tar del Lazio. In sostanza, per i colossi dell’energia la Giunta Gualtieri ha deciso di confermare la gratuità assoluta varata dalla Raggi. Al contrario, per gli ‘umili’ proprietari di auto elettriche arriva invece la ormai famigerata stangata.

E la domanda, allora, sorge spontanea. Chissà perché questa doppia-singolare scelta di Roma e di Città Metropolitana di Roma sui costi di concessione di suolo pubblico? Perchè il Comune prevede magnanime gratuità per i colossi dell’energia e contestualmente salassi per i piccoli-poveri-umili utenti privati?

Ai lettori de Il Nuovo 7 Colli, l’ardua risposta.