Condono edilizio a Roma, il M5s attacca l’Amministrazione Gualtieri: “Con la nuova semplificazione saltano i controlli”
Roma, la nuova semplificazione delle procedure per il condono edilizio accende lo scontro politico in Campidoglio e nei Municipi. A criticare con durezza il provvedimento sono Virginia Raggi, consigliera capitolina del Movimento 5 Stelle, Carla Canale, capogruppo della Lista Civica Virginia Raggi in Municipio IX, ed Elisabetta Gagliassi, capogruppo M5s in Municipio II. Secondo le tre esponenti, dietro la promessa di velocizzare le pratiche si nasconderebbe un forte ridimensionamento dei controlli sostanziali, proprio in un settore delicato come quello dell’abusivismo edilizio.
Il nodo dei controlli nelle pratiche di condono
Nel mirino delle rappresentanti M5s c’è soprattutto l’idea che quelli definiti dalla maggioranza come “colli di bottiglia burocratici” siano, in realtà, verifiche necessarie. Per Raggi, Canale e Gagliassi non si può parlare di semplice snellimento amministrativo quando vengono toccati passaggi che servono ad accertare la regolarità delle domande. Il punto politico è chiaro: una procedura più rapida non può trasformarsi in una scorciatoia che riduce il ruolo degli uffici pubblici e alleggerisce i controlli su pratiche che riguardano il territorio e la legalità urbanistica.
“Rischio condono tombale” e peso delle autodichiarazioni
Secondo la nota diffusa dalle tre esponenti, la nuova impostazione assomiglia più a un “condono tombale non dichiarato” che a una vera riforma organizzativa. La contestazione riguarda in particolare il ricorso alle autodichiarazioni dei tecnici incaricati dai privati, che finirebbero per sostituire gran parte delle verifiche sostanziali degli uffici. Una scelta che, a giudizio del M5s, solleva dubbi anche sul piano normativo. Nella loro lettura, infatti, l’abusivismo edilizio non sarebbe materia da trattare con semplici autocertificazioni, vista la delicatezza degli interessi pubblici coinvolti.

I problemi veri, secondo il M5s, restano irrisolti
Le firmatarie del comunicato sostengono che il vero problema dell’Ufficio condono non sia l’eccesso di controlli, ma la carenza di personale tecnico e il disordine organizzativo. Nella loro analisi pesano la mancanza di figure qualificate nei ruoli chiave, il coordinamento insufficiente con le società a cui sono affidate parti del procedimento e i continui problemi della piattaforma informatica Sicer. Intervenire su questi punti, spiegano, significherebbe affrontare il tema in modo concreto, senza scaricare il peso delle verifiche su meccanismi che rischiano di indebolire il sistema.
Il timore per il territorio e per le regole
La critica finale riguarda le conseguenze pratiche di questa scelta. Per Raggi, Canale e Gagliassi, una semplificazione spinta oltre certi limiti può diventare un messaggio sbagliato: meno controlli, più spazio a possibili irregolarità. Il rischio, secondo il M5s, è quello di creare nuove zone d’impunità in una città che già da anni convive con i danni dell’abusivismo e con un territorio spesso segnato da interventi contestati. Da qui la richiesta di un cambio di rotta: meno slogan sulla semplificazione e più investimenti negli uffici, nel personale e nella capacità reale di controllo.