Consob, Forza Italia vince il braccio di ferro con la Lega: Guido Stazi verso la presidenza
Forza Italia ha vinto il lungo braccio di ferro con la Lega sulla Consob: dopo quattro mesi di stallo, veti incrociati e candidature rimaste sospese, sarà il partito di Antonio Tajani a indicare il nuovo presidente dell’Autorità che vigila sui mercati finanziari. La scelta è caduta su Guido Stazi, attuale segretario generale dell’Antitrust, la cui nomina formale è attesa in Consiglio dei ministri.
La casella inizialmente destinata alla Lega
La presidenza della Consob sembrava inizialmente destinata al Carroccio, che aveva puntato sul sottosegretario all’Economia Federico Freni. Un nome considerato forte dalla Lega e sostenuto direttamente all’interno del governo, ma mai realmente accettato da Forza Italia.
Il veto politico di Antonio Tajani
Il segretario azzurro aveva contestato l’opportunità di affidare un’Autorità indipendente a un esponente direttamente impegnato nell’esecutivo. Un’obiezione formale, ma anche profondamente politica, che ha finito per bloccare la candidatura di Freni e riaprire completamente la partita.
Quattro mesi di stallo nella maggioranza
Il dossier è rimasto fermo per mesi, mentre tra Lega e Forza Italia aumentavano le distanze anche su altri temi. Le due forze di centrodestra, alleate nel governo, hanno continuato a contendersi visibilità, nomine e spazi politici, mostrando identità e strategie sempre meno sovrapponibili.
Forza Italia non arretra
Sulla Consob, Tajani ha scelto di non cedere. Il veto sul candidato leghista è rimasto in piedi fino alla fine, trasformando la nomina in una vera prova di forza interna alla maggioranza. Alla fine non è stato trovato un compromesso su Freni: è cambiato direttamente il partito incaricato di indicare il presidente.
La scelta cade su Guido Stazi
Forza Italia ha quindi puntato su Guido Stazi, profilo tecnico con una lunga esperienza nelle Autorità indipendenti. Dal 2022 è segretario generale dell’Antitrust e in passato ha già ricoperto lo stesso incarico all’interno della Consob. Una scelta tecnicamente solida, ma nata da una battaglia interamente politica.
Una vittoria azzurra sulla Lega
Il risultato porta chiaramente il marchio di Forza Italia. La Lega aveva presentato il proprio candidato e aveva provato a difendere la casella, ma il muro alzato dagli azzurri ha retto. Tajani non soltanto ha fermato Freni, ma ha ottenuto che fosse il suo partito a scegliere il nome destinato a succedere a Paolo Savona.
Il nuovo equilibrio sulle Authority
L’intesa dovrebbe inserirsi in una sistemazione più ampia delle principali Autorità rimaste senza vertici definitivi. Secondo lo schema politico emerso, la Consob andrebbe a Forza Italia, l’Antitrust a Fratelli d’Italia e l’Anac alla Lega.
La compensazione per il Carroccio
Il Carroccio potrebbe dunque ottenere un’altra presidenza, ma non quella sulla quale aveva investito maggiormente. La possibile assegnazione dell’Anac alla Lega rappresenterebbe una compensazione politica, senza però cancellare la sconfitta subita sulla Consob.
L’Autorità esce dalla lunga vacanza
La presidenza della Consob era vacante dal 9 marzo, quando si era concluso il mandato settennale di Paolo Savona. Nel frattempo l’Autorità ha continuato a operare sotto la guida della presidente vicaria Chiara Mosca, alla quale è stata affidata anche la relazione annuale.
Una nomina necessaria per i mercati
L’attività dell’Autorità non si è fermata, ma l’assenza di un presidente titolare aveva assunto un peso istituzionale sempre più evidente. La Borsa italiana attraversa infatti una fase delicata, segnata dai delisting, dalle operazioni bancarie e da importanti passaggi autorizzativi.
Il verdetto politico della partita
La soluzione Stazi chiude dunque quattro mesi di attesa, ma soprattutto consegna un verdetto politico difficilmente equivocabile: la Lega aveva indicato il proprio candidato, Forza Italia lo ha fermato e, alla fine, ha scelto anche il futuro presidente della Consob.