Olimpiadi di Roma 2040, la mozione di Azione torna in Aula per l’undicesima volta
Le Olimpiadi di Roma 2040 tornano per l’undicesima volta consecutiva nell’ordine dei lavori dell’Aula Giulio Cesare, ma in oltre due mesi il Campidoglio non è riuscito neppure a votare l’avvio di uno studio preliminare sulla candidatura.
Undicesimo tentativo per una semplice verifica
La mozione numero 33 del 2026, presentata il 23 gennaio dai consiglieri di Azione-Italia Viva Francesca De Gregorio e Antonio De Santis, è nuovamente calendarizzata per le sedute del 14, 15 e 16 luglio.
Il testo non assegna appalti e non impegna miliardi. Chiede soltanto di avviare attività esplorative per valutare costi, impianti, trasporti e sostenibilità di un’eventuale candidatura olimpica e paralimpica. Eppure continua a restare ferma.
Due mesi di rinvii in Aula Giulio Cesare
La lunga sequenza è iniziata il 5 e 7 maggio. La mozione è poi riapparsa negli ordini dei lavori del 12 e 14 maggio, 19 e 21 maggio, 26 e 28 maggio, 4 giugno, 9 e 11 giugno, 16 e 18 giugno, 23 e 25 giugno, 2 luglio e 7 e 9 luglio.
Ora arriva l’undicesima calendarizzazione consecutiva. Gualtieri ha assicurato che Roma sarà «in prima linea» nella corsa olimpica, ma mentre il sindaco accelera con le dichiarazioni, la sua maggioranza continua a rinviare persino il primo passaggio politico.
Il Campo largo inciampa prima della partenza
Dietro l’immobilismo affiora il vero problema del centrosinistra romano verso il 2027: costruire un Campo largo capace di decidere. Il PD guarda con favore ai grandi eventi, Azione chiede almeno di studiare il progetto, mentre il Movimento 5 Stelle porta ancora con sé il precedente del no alle Olimpiadi del 2024.
Se la coalizione si divide già sull’opportunità di aprire un’istruttoria, trovare una linea comune sui dossier più pesanti appare ancora più difficile.
Dall’inceneritore di Santa Palomba al riarmo
La frattura più profonda resta quella sull’inceneritore Acea di Santa Palomba, voluto da Gualtieri ma contestato da M5S, Lista Raggi, parte di AVS, associazioni e comitati, che lo giudicano un progetto calato dall’alto e lontano dalla loro idea di transizione ecologica.
A Ostia, inoltre, il Movimento 5 Stelle porta in piazza la protesta contro il riarmo, scegliendo una linea distante anche da quella del PD. Sullo sfondo restano le critiche alla “rigenerazione green” del Campidoglio, dalle nuove regole urbanistiche alle grandi trasformazioni immobiliari.
Olimpiadi, inceneritore, armi e urbanistica raccontano così la stessa storia: il Campo largo romano esiste nei convegni, ma sui temi concreti procede tra veti, distinguo e rinvii. Roma sogna i cinque cerchi. La coalizione di Gualtieri, per ora, non riesce ancora a chiuderne neppure uno.