Continuano le tensioni dentro e fuori Forza Italia, botta e riposta tra Fascina e Pascale

Pascale e Fascina

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Dentro Forza Italia la tensione non si è mai davvero spenta, ma nelle ultime ore è tornata visibile anche fuori dal partito. A riaprire il fronte sono state le parole di Marta Fascina, che ha difeso il rinnovamento degli azzurri nel nome di Silvio Berlusconi, schierandosi con Marina e Pier Silvio. Nello stesso intervento ha liquidato Francesca Pascale, sostenendo che oggi non abbia un peso politico reale. La replica di Pascale è stata immediata e durissima, con un attacco personale ma anche politico, che ha riportato al centro le crepe mai chiuse nel mondo berlusconiano.

Una polemica che va oltre il piano personale

Lo scontro tra Fascina e Pascale, però, non può essere letto solo come un nuovo capitolo di una rivalità privata. Arriva in un momento delicato per Forza Italia, alle prese con una fase di riassetto che si è accelerata dopo la sconfitta del centrodestra al referendum sulla giustizia del 23 marzo. Da quel momento, nel partito è cresciuta la richiesta di una svolta interna, con pressioni sempre più forti per cambiare volti e catena di comando. È in questo clima che la polemica assume un significato più largo: parla del controllo politico del partito e di chi possa davvero interpretarne la nuova fase.

Gasparri e Barelli, due uscite che hanno lasciato il segno

Il primo scossone è arrivato il 26 marzo, quando Maurizio Gasparri ha lasciato la guida dei senatori di Forza Italia ed è stato sostituito da Stefania Craxi. Formalmente, l’avvicendamento è stato descritto come un passaggio ordinato. Ma dietro le formule di rito è emerso subito il peso del dopo-referendum e di una pressione interna per cambiare passo. Pochi giorni dopo, il 13 aprile, anche Paolo Barelli ha lasciato la guida dei deputati, accompagnando l’uscita con una frase che ha fatto rumore: “i partiti si guidano da dentro”. Un messaggio letto da molti come una frecciata neppure troppo velata all’influenza esterna della famiglia Berlusconi.

I nuovi capigruppo e il peso degli eredi Berlusconi

Al posto di Gasparri è arrivata Stefania Craxi. Al posto di Barelli, il 14 aprile, è stato scelto Enrico Costa, eletto per acclamazione. Ufficialmente si parla di rinnovamento e rilancio. Ma nel partito molti leggono questi passaggi come una transizione quantomeno favorita, se non fortemente accompagnata, da Marina e Pier Silvio Berlusconi. Del resto, il loro vertice con Antonio Tajani e Gianni Letta del 10 aprile aveva proprio al centro il futuro degli equilibri interni e le nomine parlamentari. Anche per questo il botta e risposta tra Fascina e Pascale assume un valore simbolico: non racconta solo una lite, ma la battaglia in corso su chi debba orientare davvero il futuro di Forza Italia.

Il nodo politico resta aperto

Alla fine, il punto è tutto qui. Forza Italia continua a muoversi in equilibrio tra fedeltà al passato e ricerca di una nuova guida. Fascina si colloca apertamente nel solco della famiglia Berlusconi e difende i cambiamenti in atto. Pascale, da fuori, insiste invece sul fatto che il partito debba rompere con vecchi schemi e trovare una linea più riconoscibile. In mezzo ci sono dirigenti, gruppi parlamentari e nuovi assetti che provano a reggere una transizione ancora fragile. La polemica di queste ore non chiude il caso: semmai conferma che, dentro Forza Italia, la partita vera è appena cominciata.