Golf car a Roma, arriva il giro di vite: il turismo facile finisce sotto accusa

Una classica golf car a Roma

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La guerra alle golf car turistiche nel centro di Roma significa una cosa molto semplice: la politica ha capito che quei piccoli mezzi elettrici, ormai sempre più presenti tra monumenti, vicoli e piazze storiche, non possono più muoversi in una zona grigia senza regole chiare. Dopo anni di crescita silenziosa, il fenomeno finisce ora sul tavolo istituzionale.

Il nodo del centro storico

Le golf car sono diventate una delle immagini più riconoscibili del turismo romano degli ultimi anni. Piccole, elettriche, apparentemente innocue, portano visitatori tra Colosseo, Fori, Fontana di Trevi, Pantheon e Trastevere. Ma proprio questa diffusione ha acceso il problema politico: chi controlla i percorsi? Dove possono passare? Quante possono circolare? E soprattutto: il centro storico può reggere un altro flusso di mezzi turistici?

Il vertice tra Regione e Campidoglio

La prossima mossa dovrebbe essere un tavolo tra Regione Lazio, Campidoglio, agenzie turistiche e tour operator. In campo ci sarebbero l’assessore regionale Fabrizio Ghera e l’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè. L’obiettivo è provare a mettere ordine in un settore cresciuto rapidamente, spesso più veloce delle norme. La Regione punta a costruire una cornice legislativa, mentre Roma Capitale dovrebbe poi tradurla in mappe, limiti e regole operative.

La Capitale ostaggio del turismo facile

Il punto politico è tutto qui: Roma vive di turismo, ma rischia di esserne travolta. Ogni nuovo servizio nasce come opportunità, poi diventa pressione sulla città reale. È successo con i bus turistici, con i risciò, con i monopattini e con le botticelle. Ora tocca alle golf car, presentate come soluzione leggera e sostenibile, ma sempre più percepite come un nuovo ingombro nel cuore antico della Capitale.

Rocca cerca la stretta, Roma deve applicarla

La Regione vorrebbe arrivare a una legge entro l’anno. Ma la vera partita sarà sul territorio. Perché una norma generale serve a poco se poi non viene accompagnata da controlli, percorsi autorizzati, limiti numerici e sanzioni. Il Campidoglio dovrà decidere se limitarsi a inseguire il fenomeno o se governarlo davvero, stabilendo dove il turismo può arrivare e dove invece deve fermarsi.

La sfida politica del decoro

Dietro le golf car non c’è solo una questione di traffico. C’è il modello di città. Roma vuole essere un parco giochi per visitatori mordi e fuggi o una Capitale capace di proteggere il proprio spazio pubblico? La stretta annunciata sarà credibile solo se riuscirà a tenere insieme lavoro, turismo, sicurezza, decoro e vivibilità. Altrimenti resterà l’ennesimo annuncio in una città piena di regole difficili da far rispettare.