Gualtieri accende un altro mutuo: 5,2 milioni per il capolinea ‘temporaneo’ dell’Atac per il tram 19


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Roma Capitale spenderà circa 5,5 milioni di euro per costruire il capolinea “provvisorio” del tram 19 a viale delle Milizie, finanziandone quasi il 95% attraverso un nuovo mutuo da 5,2 milioni destinato a gravare sui conti comunali (e sulle tasche dei romani) per un’opera che dovrebbe restare in funzione almeno dieci anni.

I lavori sono già partiti e il ritorno del tram nel quartiere Prati viene indicato nei primi mesi del 2027. Ma dietro l’annuncio del Campidoglio spunta un conto destinato a durare molto più del cantiere.

Il mutuo da oltre 5,1 milioni

Il costo complessivo dell’intervento indicato negli atti ATAC (atti che alleghiamo in formato scaricabile alla fine di questo articolo) raggiunge 5.476.748 euro. La Giunta Gualtieri, con la deliberazione n. 204 del 25 giugno 2026, aveva dato mandato agli uffici di avviare l’accensione di un mutuo da 5.178.148,69 euro. L’Atac ne ha preso atto il 4 agosto scorso.

Significa che il prestito coprirà circa il 94,6% dell’investimento. Soltanto poco meno di 300mila euro risultano sostanzialmente riconducibili alle risorse già destinate alla progettazione e alle attività preliminari.

Un’opera provvisoria fino al 2037

Il nuovo terminal ATAC sorgerà tra viale delle Milizie, Matteotti e piazza Risorgimento, lontano dal vecchio attestamento di via Barletta occupato dal cantiere della futura stazione Ottaviano della Metro C. Saranno realizzati due binari tronchi, circa 220 metri di doppio binario, nuove fermate e un complesso sistema di scambi. ATAC stima una durata minima di dieci anni, mentre la conclusione dell’intera tratta della metropolitana viene indicata nel 2037. Il provvisorio, dunque, potrebbe durare anche più del previsto.

Un solo offerente per i lavori

L’appalto è stato assegnato attraverso una procedura negoziata senza bando, motivata dall’estrema urgenza. ATAC ha interpellato cinque imprese qualificate, ma soltanto Salcef S.p.A. ha presentato la propria candidatura. La società ha offerto un ribasso del 2% e ottenuto i lavori per 3.287.187,45 euro oltre IVA, compresi circa 124mila euro per la sicurezza. Il resto del quadro economico comprende spese tecniche, impianti, sottoservizi, collaudi, imprevisti e somme a disposizione della stazione appaltante.

Il cantiere parte, il mutuo non era ancora perfezionato

C’è poi un passaggio che rende l’operazione ancora più delicata. Nel provvedimento del direttore generale ATAC n. 69 del 4 agosto 2026 si legge che gli atti amministrativi e contabili relativi al mutuo erano ancora “in corso di perfezionamento”. Nel frattempo, il Campidoglio aveva già annunciato l’apertura del cantiere il 31 luglio. La copertura era stata programmata nel Bilancio 2026, ma a quella data l’operazione finanziaria non risultava ancora definitivamente completata.

Roma rinvia i vecchi debiti e ne accende di nuovi

La scelta pesa ancora di più se incrociata con quanto ricostruito da Il Nuovo 7 Colli sui mutui pregressi di Roma Capitale. Tra giugno 2026 e dicembre 2027 il Comune sospenderà il pagamento di circa 52 milioni di euro di rate, spostandole in avanti. Non si tratta di uno sconto: il rinvio e l’allungamento dei piani di ammortamento produrranno circa 14 milioni di euro di maggiori interessi, destinati a ricadere sui bilanci futuri e, quindi, sui romani, da pagare a partire da giugno 2028.

Il conto della Giunta Gualtieri arriva dopo

Mentre rinvia il pagamento di vecchi prestiti aumentando il costo finale del debito, la Giunta Gualtieri continua dunque a utilizzare nuovi mutui per finanziare altre opere. Il capolinea del tram 19 è necessario per riportare il servizio a Prati durante il cantiere della Metro C, ma resta una domanda politica inevitabile: era possibile legare maggiormente questa spesa ai fondi della metropolitana, programmare prima l’intervento o individuare risorse diverse dal debito?

Il risultato è un paradosso difficile da nascondere dietro il ritorno del tram: Roma pagherà interessi su un capolinea definito provvisorio, senza sapere quanto potrà recuperare quando verrà smontato, mentre altri 52 milioni di vecchie rate vengono spinti nel futuro producendo nuovi costi. Gualtieri guadagna tempo sui cantieri e sui bilanci, ma il conto non scompare. Cambia soltanto data di scadenza e viene consegnato alle prossime amministrazioni e ai cittadini romani.