Olimpiadi Roma 2040, il campo largo va alla conta: Pd, M5S e centristi pronti all’abbraccio o al… vaffa

Roma, piazza del Campidoglio, foto generata con IA

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Dopo rinvii, slittamenti e mezze frenate, la mozione sulle Olimpiadi di Roma 2040 dovrebbe finalmente arrivare in Assemblea Capitolina giovedì 4 giugno. Non è una candidatura formale, né un dossier pronto da spedire al Comitato Olimopico. È però il primo atto politico vero per chiedere al sindaco Roberto Gualtieri e alla Giunta di avviare le attività esplorative sulla possibilità di riportare i Giochi Olimpici e Paralimpici nella Capitale.

Azione e Italia Viva mettono il tema sul tavolo

La spinta arriva dall’area riformista di Italia Viva-Azione, con la mozione firmata da Flavia De Gregorio e Antonio De Santis. Il cuore del testo è semplice: studiare se Roma può davvero correre per il 2040, verificare impianti, costi, benefici, infrastrutture e modello organizzativo. Una proposta prudente nella forma, ma pesante nella sostanza. Perché costringe il Campidoglio a scegliere se guardare lontano o restare impantanato nella paura del dossier olimpico.

Il campo largo davanti allo specchio

La partita, però, è soprattutto politica. Pd, Movimento 5 Stelle, Azione e Italia Viva, cioè i pezzi veri o potenziali del campo largo romano, si ritrovano davanti a una domanda scomoda: sulle grandi scelte per la città vogliono abbracciarsi o mandarsi a quel paese? Le Olimpiadi diventano così un test anticipato sul futuro assetto del centrosinistra nella Capitale, anche in vista della lunga corsa verso le elezioni 2027.

Il fantasma dei rinvii

Il punto è che il tema non nasce oggi. La mozione era già comparsa più volte nel calendario dei lavori capitolini, senza arrivare al dunque. E proprio questo rende il passaggio del 4 giugno politicamente delicato. Perché una città che discute di Giochi Olimpici non può permettersi di trasformare perfino l’avvio di uno studio preliminare in una ‘melina’ d’Aula. Il rischio è che Roma sembri ambiziosa nei convegni e timida nei voti.

Roma sogna, la politica tentenna

La domanda resta una: Roma vuole davvero candidarsi a ospitare le Olimpiadi del 2040 o preferisce continuare a parlarne senza decidere nulla? La mozione non accende il braciere olimpico, ma può accendere una miccia politica. Se passerà, il Campidoglio dovrà cominciare a ragionare seriamente su una strategia. Se verrà ancora rinviata, il messaggio sarà opposto: la Capitale sogna in grande, ma la sua politica continua a camminare piccola.