Ostia, la pineta di Procoio devastata dalle ruspe: “Stanno sparendo centinaia di alberi” (FOTO)

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C’è un punto, a Ostia, dove il rumore delle cicale è stato sostituito da quello delle motoseghe. E dove uno degli ultimi grandi polmoni verdi del litorale romano sta cambiando volto nel silenzio generale. La pineta di Procoio, oltre 200 ettari immersi tra via del Mar Rosso e Pianabella, oggi appare ferita: tronchi abbattuti, ceppaie fresche, varchi improvvisi nel bosco e cumuli di rami accatastati nel sottobosco.

Dalle carte risultano autorizzati abbattimenti per 162 pini. Ma tra residenti e ambientalisti cresce il sospetto che i numeri reali possano essere molto più alti. E la domanda che ora rimbalza da Ostia fino ai corridoi della politica romana è una sola: che cosa sta succedendo davvero dentro la pineta di Procoio?

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La denuncia di Marco Doria: “Da pineta a deserto”

A sollevare pubblicamente il caso è Marco Doria, direttore del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Natura di Unisrita, che è andato più volte sul posto e ha raccolto fotografie, video e documentazioni sugli interventi in corso nell’area. “Dalle autorizzazioni risultano previsti abbattimenti per 162 alberi. Ma guardando le immagini scattate in questi giorni, sembrerebbe che ne siano stati eliminati molti di più”, spiega Doria. Parole che aprono interrogativi delicati non solo sul piano ambientale ma anche su quello amministrativo. Perché la pineta di Procoio non è un’area qualunque. Si tratta di uno dei più grandi ecosistemi verdi del quadrante romano, nato a partire dal 1935 per la coltivazione dei pinoli all’interno della storica tenuta dei principi Aldobrandini. Un patrimonio ambientale che oggi appare radicalmente trasformato.

“Abbiamo paura che stiano cancellando la pineta pezzo dopo pezzo”, rincarano alcuni residenti della zona di via del Mar Rosso che da settimane seguono l’avanzare delle ruspe. I lavori sono iniziati nei mesi scorsi con l’intento di rimuovere alberi morti o considerati pericolosi. Ma molti cittadini sostengono che tra le piante abbattute potrebbero esserci anche esemplari ancora sani. Ed è proprio questo il punto che oggi sta facendo discutere.

La denuncia di Marco Doria: “Appalti opachi e aziende legate alla criminalità”

Ma la vicenda non si fermerebbe agli abbattimenti. Nella segnalazione inviata alla Commissione Antimafia e al Prefetto di Roma, Marco Doria parla apertamente di anomalie negli appalti legati alla riforestazione urbana finanziata con fondi del PNRR. Doria racconta di aver iniziato a monitorare gli interventi nel X Municipio già nel 2025, dopo aver scoperto una discarica abusiva con amianto e calcinacci all’interno della Pineta delle Acque Rosse. “Quella discarica, invece di essere bonificata, veniva interrata”, sostiene. Da lì sarebbero partiti esposti, sopralluoghi e segnalazioni ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza. Secondo Doria, alcune aziende coinvolte negli interventi sarebbero riconducibili a gruppi già finiti sotto attenzione investigativa in Campania e Calabria. Nella sua denuncia, il direttore universitario parla anche di presunti collegamenti con ambienti della ’Ndrangheta. “Da membro della commissione anticamorra mi sono imbattuto in un’azienda che si occupa del verde e partendo da Salerno sono giunto fino a Roma nel Municipio X seguendo gli appalti di questa società. In pratica, gli abbattimenti alla pineta delle Acque Rosse sono stati affidati a una ditta campana alla quale sono stati revocati degli appalti pubblici in Campania. Ma non solo: questa società pare abbia dei collegamenti con l’azienda calabrese che invece si occupa di trasforma il legnane in cippato e pellet. Scavando, ho scoperto che il proprietario è F. M., un boss del vibonese che sta facendo gli abbattimenti nella pineta di Castel Fusano”, scrive Doria nella sua segnalazione fatta alla Commissione Antimafia e al Prefetto di Roma. 

Parole ora destinate a finire sotto la lente delle autorità competenti. E adesso ci si chiede: quali alberi dovevano davvero essere abbattuti? Perché se da una parte il problema dei pini compromessi a Roma e sul litorale è reale – negli ultimi anni diversi alberi sono crollati improvvisamente causando danni e feriti – dall’altra cresce la richiesta di trasparenza sui criteri utilizzati. Alcuni tronchi fotografati mostrano effettivamente cavità interne e segni di deterioramento. In altri casi, però, le immagini sembrano mostrare vegetazione ancora verde e giovani lecci tagliati durante le operazioni. E allora le domande aumentano: esistono perizie agronomiche dettagliate? Quanti alberi erano davvero compromessi? Sono previsti reimpianti? E soprattutto: perché l’intervento appare così esteso? C’è il rischio di modifiche o cambi di destinazione d’uso per l’area, dopo questi abbattimenti?

La paura dei cittadini: “Così Ostia perde uno dei suoi ultimi boschi”

Tra i residenti il timore più grande riguarda il futuro stesso della pineta di Procoio. Per molti abitanti del litorale, quell’area rappresenta uno degli ultimi grandi polmoni verdi rimasti a Ostia. Un luogo identitario, oltre che ambientale. Ed è per questo che oggi cresce la richiesta di chiarimenti pubblici sugli abbattimenti, sui progetti futuri e sull’eventuale trasformazione dell’area.

Perché tra le radure improvvisamente aperte dalle ruspe e i tronchi lasciati a terra, a Ostia si sta facendo largo una sensazione precisa: che qualcosa, dentro quella pineta, stia cambiando molto più velocemente del previsto.