Porto di Civitavecchia, 80 kg di marijuana nascosti in una valigia, tra i vestiti: arrestato il corriere

Foto generata con IA

Contenuti dell'articolo

Ottanta chili di marijuana nascosti tra capi d’abbigliamento sono stati sequestrati al porto di Civitavecchia dalla Guardia di Finanza, in un’operazione che riporta al centro il ruolo dello scalo laziale come porta d’ingresso dei traffici internazionali di droga. Un carico pesante, destinato secondo le ipotesi investigative al mercato dello spaccio, intercettato prima che potesse trasformarsi in denaro illecito e nuova pressione criminale sul territorio.

Il camion sbarcato dalla Spagna

L’intervento è scattato durante i controlli di retrovalico sui passeggeri e sui veicoli appena sbarcati da una motonave proveniente dalla Spagna. I finanzieri del Gruppo di Civitavecchia hanno concentrato l’attenzione su un semirimorchio condotto da un cittadino di nazionalità bulgara. A far scattare l’approfondimento ispettivo è stato il cane antidroga Milton, decisivo nel segnalare la parte posteriore del mezzo.

La droga sotto gli abiti

Dentro il carico, apparentemente composto da scatole di cartone con capi d’abbigliamento, i militari hanno trovato il vero contenuto nascosto. La marijuana era suddivisa in 71 buste sottovuoto, occultate sul fondo degli scatoloni e coperte dai vestiti. Un sistema semplice, ma costruito per confondere i controlli e far passare il carico come merce ordinaria. Secondo le stime investigative, immessa sul mercato al dettaglio, la droga avrebbe potuto fruttare oltre mezzo milione di euro.

L’arresto e l’accusa

L’autotrasportatore è stato arrestato in flagranza di reato per l’ipotesi di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, aggravato dall’ingente quantitativo. Su disposizione della Procura della Repubblica di Civitavecchia, l’uomo è stato portato nella Casa Circondariale cittadina. L’arresto è stato poi convalidato dal Tribunale competente. Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Il messaggio della Finanza

L’operazione si inserisce nel dispositivo di vigilanza che la Guardia di Finanza mantiene sui principali punti di accesso marittimi e aeroportuali del Lazio. Non è solo una questione di droga sequestrata: è il segnale di una frontiera da presidiare ogni giorno, perché i flussi criminali viaggiano sulle stesse rotte delle merci e delle persone. A Civitavecchia, questa volta, il carico non è passato.