Ristrutturazione delle Metro A e C di Roma, il Piano resta ‘monco’: 16 scale mobili e 13 ascensori (al momento) senza fondi
Roma, quasi 29 milioni di euro starebbero per arrivare per la ristrutturazione delle Metro A e C di Roma, ma sulla linea A i soldi messi oggi sul tavolo dalla Giunta Gualtieri coprono soltanto il primo pezzo di un progetto più grande: altre 16 scale mobili e 13 ascensori sono già previsti sulla carta, ma il Campidoglio dovrà ancora trovare le risorse per sostituirli: come dichiara la stessa amministrazione a mezzo stampa: “Il secondo stralcio, relativo alle restanti 16 scale mobili e 13 ascensori […] sarà attivato con un successivo provvedimento, non appena reperite le risorse” (inseriamo il relativo comunicato in formato scaricabile alla fine di questo articolo).
È il ‘dettaglio’ che emerge dai cinque provvedimenti approvati da Roma Capitale per rinnovare impianti, sicurezza e tecnologia della rete metropolitana.
Metro A, quasi 18 milioni per il primo stralcio
La fetta più consistente riguarda la Metro A. Il progetto di fattibilità approvato tecnicamente prevede complessivamente la sostituzione di 48 scale mobili e 17 ascensori: 44 scale e 16 ascensori nelle stazioni di Battistini, Cornelia, Baldo degli Ubaldi, Valle Aurelia e Cipro, più quattro scale mobili e un ascensore nel parcheggio di scambio di Anagnina. Ma il primo stralcio finanziato riguarda soltanto 32 scale mobili e 4 ascensori, per circa 17,8 milioni di euro.
Il secondo pezzo c’è, i soldi ancora no
Ed è qui che si apre la partita. Restano fuori dal primo finanziamento 16 scale mobili e 13 ascensori. Non sono interventi ipotetici: fanno già parte del progetto approvato sotto il profilo tecnico. Ma Roma Capitale precisa che il secondo stralcio sarà attivato con un successivo provvedimento quando saranno reperite le risorse necessarie. Al momento, dunque, la copertura economica per completare l’intero programma non risulta ancora individuata.
Impianti degli anni Duemila, parte la corsa al ricambio
Il problema non è secondario. Gli impianti interessati appartengono alla tratta realizzata con il prolungamento della Metro A entrato in esercizio tra il 1999 e il 2000. La normativa richiamata dal Campidoglio fissa infatti a trent’anni la vita tecnica degli impianti di traslazione in servizio pubblico, dopo la quale è necessaria la sostituzione integrale. L’Amministrazione punta quindi ad anticipare la scadenza, distribuendo gli interventi nell’arco di circa tre anni per evitare di mettere contemporaneamente fuori servizio troppi impianti.
Metro C, 11 milioni per il cuore tecnologico
Gli altri quattro provvedimenti, per circa 11 milioni di euro, riguardano invece la Metro C. Quasi 4,5 milioni serviranno per l’evoluzione del sistema Scada, che controlla a distanza gli impianti della linea; quasi 4 milioni per la revisione decennale degli apparati elettrici; oltre 1,6 milioni per aggiornare il sistema radio Tetra, utilizzato anche nelle comunicazioni di emergenza; più di un milione andrà infine agli inverter che regolano la ventilazione di stazioni e gallerie.
Patanè chiamato ora a chiarire tempi e cantieri
Per l’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè, però, la partita non si chiude con lo stanziamento dei fondi. Resta infatti da indicare con chiarezza anche il cronoprogramma dei lavori che attendono dieci stazioni della tratta sud della Metro A di Roma, un intervento già annunciato ma sul quale i tempi operativi devono ancora essere definiti nel dettaglio. Dopo i finanziamenti, dunque, il nodo diventa quello delle date: quando partiranno i cantieri, quali stazioni saranno interessate per prime e per quanto tempo dureranno i lavori.