Roma, 1.299 clochard in prevalenza stranieri, ma il bando da 2,8 milioni del Campidoglio è per soli 20 posti e senza mediatore culturale
Roma, 1.299 persone (per la maggior parte straniere) sono costrette a trascorrere la notte per le strade capitoline in sistemazioni di fortuna, ma il nuovo bando del Campidoglio da circa 2,8 milioni di euro finanzierà per quattro anni un centro capace di ospitarne contemporaneamente al massimo 20, tra l’altro senza prevedere nell’équipe minima una figura specifica di mediatore culturale, essenziale per ‘avvicinarsi’ a persone extra UE.
In soldoni, è questo quanto emerge dal bando pubblicato dal Campidoglio guidato dalla Giunta Gualtieri il 7 luglio e in scadenza alle ore 12 del 10 agosto prossimo: un affidamento quadriennale da circa 2,8 milioni di euro per un centro H24 da appena 20 posti, con struttura da reperire sul mercato e senza una figura specifica di mediatore culturale prevista nell’équipe minima.
A Roma 1.299 persone censite in strada
La fotografia dell’emergenza arriva dall’Istat. Nella notte del 26 gennaio a Roma sono state censite 2.621 persone maggiorenni senza dimora: 1.322 nelle strutture di accoglienza e 1.299 direttamente in strada, negli spazi pubblici o in sistemazioni di fortuna. È il valore assoluto più alto tra le 14 grandi città analizzate. La maggior parte dei clochard, per l’appunto, è extra UE.
Il nuovo centro si ferma a 20 posti
In questo scenario Roma ha pubblicato una nuova gara per l’accoglienza H24 di adulti in grave marginalità. Il servizio durerà 48 mesi, ma la capienza massima prevista è di appena 20 persone contemporaneamente. Il centro sarà destinato a soggetti con fragilità sociali, fisiche o psicologiche complesse: non nasce dunque per risolvere l’intero fenomeno, ma il divario numerico resta evidente.
Quasi 2,8 milioni per quattro anni
Il valore previsto per il quadriennio arriva a 2.742.106,60 euro, tra servizio e spese rimborsabili. Dentro ci sono personale, pasti, coordinamento, utenze, manutenzione e fino a 384mila euro per la struttura. La sola manodopera pesa per circa 1,59 milioni. Considerando anche le opzioni previste, il valore massimo potenziale della procedura supera i 3,4 milioni di euro.
Anche l’immobile deve trovarlo il privato
Roma, inoltre, non mette a disposizione l’edificio. Sarà il vincitore della gara a dover reperire una struttura idonea nell’area metropolitana e garantirne la disponibilità. Il Comune potrà rimborsare fino a 96mila euro l’anno per la locazione. Il privato dovrà quindi assicurare immobile, personale e gestione del servizio H24.
Il mediatore culturale? Non è previsto
C’è poi una scelta destinata a far discutere. Nel conteggio Istat sulle 14 città, gli stranieri rappresentano il 70,5% delle persone trovate in strada per le quali è stata individuata la nazionalità. Un concorrente ha quindi chiesto al Campidoglio se fosse prevista una figura dedicata. La risposta è netta: «la progettazione di gara non considera specificamente la figura del Mediatore Culturale». La mediazione linguistica e interculturale, precisa Roma, sarà affidata agli operatori sociali, che evidentemente si occupano di tutt’altro.

L’emergenza corre, i posti arrivano col contagocce
Il nuovo centro non sarà un semplice dormitorio: il capitolato prevede responsabile, educatore, operatori sociali H24, tre OSS e un ausiliario. Ma il nodo politico resta.
Roma ha il numero assoluto più alto di senza dimora tra le grandi città censite dall’Istat e quasi la metà di quelli individuati quella notte dormiva ancora fuori dalle strutture. Il Campidoglio mette in campo un servizio specialistico, ma per appena venti posti. E persino il tetto sotto cui realizzarli dovrà trovarlo il privato.