Roma, 400mila € per l’accoglienza dei migranti, accettano solo tre famiglie, Santori (Lega): “Progetto da rivedere”


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A Roma torna al centro del dibattito il tema dell’accoglienza dei migranti. Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Campidoglio, ha criticato duramente il progetto promosso da Roma per favorire l’ospitalità in famiglia di persone migranti in carico ai servizi sociali. Secondo il consigliere leghista, l’iniziativa avrebbe prodotto risultati molto limitati rispetto alle risorse impegnate: in tre mesi, stando a quanto riportato dalla stampa, sarebbero arrivate soltanto tre disponibilità da parte di famiglie romane.

Il bando e l’affidamento del servizio

Il servizio riguarda l’accoglienza in famiglia di persone migranti singole, nuclei familiari o monogenitoriali, con regolare permesso di soggiorno, oltre a neomaggiorenni ex minori stranieri non accompagnati in carico ai servizi sociali. Roma ha indicato come finalità quella di sostenere percorsi di inclusione, autonomia e integrazione. Dal sito istituzionale del Comune emerge che il contratto di esecuzione è stato stipulato con Refugees Welcome Italia ETS per il periodo dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028.

Le cifre contestate dalla Lega

Il punto politico sollevato da Santori riguarda soprattutto il rapporto tra costi e risultati. Nella documentazione della gara pubblicata sul portale degli appalti di Roma, l’importo base indicato è pari a 399.828,35 euro. Per il capogruppo della Lega, chiedere ai cittadini di ospitare gratuitamente persone in casa, mentre l’amministrazione affida la gestione del progetto a un soggetto esterno, sarebbe una scelta lontana dalle difficoltà quotidiane di molte famiglie romane.

Santori: “Roma ha altre priorità”

Nella sua nota Santori parla di un progetto “scollegato dalla realtà” e accusa il Campidoglio di scaricare la solidarietà sulle spalle dei cittadini. Secondo l’esponente leghista, in una città alle prese con affitti pesanti, bollette, insicurezza percepita e problemi nei servizi, le risorse pubbliche dovrebbero essere indirizzate prima verso manutenzione, sicurezza, sostegno alle famiglie e servizi sociali territoriali. La proposta alternativa indicata da Santori è quella di un albo della solidarietà gestito direttamente dai municipi, senza intermediari e con procedure più semplici.

Una polemica destinata a pesare in Campidoglio

Il tema dell’accoglienza diffusa resta politicamente sensibile. Da un lato l’amministrazione punta su modelli di integrazione meno concentrati nelle grandi strutture; dall’altro l’opposizione contesta costi, modalità operative e scarsa risposta dei cittadini. Il caso delle tre adesioni, se confermato nei prossimi report, rischia di diventare un nuovo terreno di scontro tra maggioranza e centrodestra. Per Santori il progetto è già un segnale di fallimento.