Roma, 5 farmacie comunali all’asta, arrivano 67 offerte: Gualtieri tira dritto nonostante l’altolà dell’opposizione

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Roma, sessantasette proposte per cinque farmacie comunali: è questo il numero che trasforma la vendita di una parte della rete Farmacap da pratica amministrativa a caso politico. Roma Capitale ha chiuso la fase di verifica della documentazione e ha ammesso gli operatori economici alla tappa decisiva: l’apertura delle offerte economiche, fissata per domani, 18 giugno, alle 11:30, in seduta pubblica.

Cinque presidi sul mercato

Le farmacie comunali finite all’asta sono Sforza Cesarini-Ponte Vittorio, Annunziatella II, Ariccia, Dragoncello e Messi d’Oro. Non si tratta soltanto di locali o scaffali: la procedura riguarda la cessione della titolarità e del diritto di esercizio, cioè il cuore stesso dell’attività farmaceutica. Per ogni lotto il Comune mette sul mercato licenza e azienda commerciale, con aggiudicazione a chi presenterà l’offerta economica più alta.

Nessuna esclusione, corsa aperta

La determina firmata dal Dipartimento Politiche Sociali e Salute prende atto dei verbali delle sedute svolte tra maggio e giugno. Gli uffici hanno controllato domande, dichiarazioni, bollo e garanzie fideiussorie. Dopo le integrazioni richieste ad alcuni partecipanti, non è stata disposta alcuna esclusione. Tradotto: la macchina della vendita non rallenta. Anzi, entra nella fase più concreta, quella dei numeri veri e dei possibili vincitori.

L’opposizione chiedeva lo stop

Negli ultimi mesi l’opposizione – in particolare il consigliere Fabrizio Santori (Lega) – aveva chiesto al Campidoglio di fermare l’operazione, contestando l’idea di mettere sul mercato farmacie pubbliche considerate presidi di prossimità, soprattutto in una città dove la sanità territoriale resta una delle grandi promesse incompiute. La critica è netta: prima di vendere, sostengono i contrari, il Comune avrebbe dovuto chiarire conti, criteri, impatto sociale e prospettive industriali di Farmacap.

Il nodo Farmacap

La vicenda si inserisce in una fase delicata per l’azienda speciale capitolina. Da mesi il dibattito ruota attorno ai conti, alla sostenibilità della rete, alla scelta di puntare su nuove sedi e alla decisione di dismetterne altre. Per il Campidoglio i proventi della vendita dovrebbero essere reinvestiti nelle attività sociosanitarie di Farmacap. Per i critici, invece, il rischio è opposto: impoverire il patrimonio pubblico per tappare falle gestionali mai spiegate fino in fondo.

Gualtieri va avanti

La Giunta Gualtieri, però, non arretra. L’asta procede, le offerte sono arrivate, gli operatori sono stati ammessi e domani si entra nel vivo. Nessuna aggiudicazione è ancora definitiva, ma il messaggio politico è già chiarissimo: mentre l’opposizione chiede di fermare la vendita delle farmacie comunali, il Campidoglio va avanti senza tentennamenti. E ora il caso Farmacap rischia di diventare un nuovo fronte caldo tra Aula Giulio Cesare, servizi pubblici e sanità di quartiere.