Roma, 541mila € per il Parco del Pineto ma dopo un mese è già nel degrado, Giannini (Lega): “Ad agosto siete in ferie?”
Roma, il nuovo affondo del consigliere Daniele Giannini sul Parco del Pineto parte da un contrasto difficile da ignorare: un’area riqualificata da poche settimane, sulla quale l’esponente della Lega quantifica una spesa di 541mila euro, mostra già ristagni d’acqua, vegetazione secca e una pavimentazione sportiva che nelle immagini appare deteriorata. È l’ennesima videodenuncia dell’ex presidente del Municipio XIII e dirigente regionale della Lega, pubblicata sui social nel cuore di agosto.
Dal taglio del nastro all’“acquapark”
Il punto più vistoso è l’acqua. Giannini torna nell’area giochi di via Albergotti e mostra terreno completamente zuppo e ristagni tanto evidenti da ribattezzare provocatoriamente lo spazio un “acquapark”. Già nella precedente denuncia dell’8 agosto erano documentati acqua stagnante, terreno fangoso, rifiuti e problemi all’irrigazione, a poche settimane dall’apertura dell’area.
Il paradosso, sostiene Giannini, è che a pochi metri dall’acqua abbondante compaiono invece alberi appena messi a dimora già secchi. Nelle immagini diffuse dall’esponente leghista vengono inoltre contestati interventi sulle alberature e le condizioni generali del verde, mentre la manutenzione diventa il vero bersaglio politico della protesta.
Il campo da basket sembra già consumato
Poi c’è la parte sportiva. Il campo da basket, appena realizzato, viene mostrato con una superficie segnata e con parti della pavimentazione che appaiono già deteriorate. Giannini indica anche crepe nella grande superficie in cemento e insiste sul poco tempo trascorso dall’apertura: “Inaugurato un mese fa”, sottolinea nel video.
Un’opera presentata come simbolo della rigenerazione
Il valore politico della denuncia cresce proprio confrontando quelle immagini con la presentazione ufficiale dell’intervento. Il 27 giugno Roma Capitale aveva celebrato la riapertura dell’Auditorium Albergotti e la riqualificazione dell’area esterna, descritta come una nuova connessione con il Parco del Pineto: spazi pedonali, verde rimodellato, arredi ecosostenibili e aree ludico-ricreative per le famiglie. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Roberto Gualtieri e la presidente del Municipio XIII Sabrina Giuseppetti.
Poche settimane dopo, il racconto social di Giannini restituisce un’immagine opposta: acqua dove non dovrebbe esserci, alberi secchi dove il verde avrebbe dovuto rinascere e superfici nuove già segnate dal tempo.
“Ad agosto siete in ferie?”
Ed è qui che la videodenuncia diventa apertamente politica. Giannini si rivolge all’Amministrazione e domanda quando arriveranno gli interventi di ripristino, aggiungendo: “Ad agosto state in ferie e quindi chissà quando avete intenzione di intervenire?”
Il Pineto, del resto, non è un episodio isolato nella comunicazione dell’ex presidente del Municipio XIII. Le sue incursioni social hanno già acceso i riflettori su verde pubblico, alberature, parchi e opere appena riqualificate; anche queste pagine hanno raccontato precedenti contestazioni, da Villa Celimontana alla Rambla di Pietralata.
Questa volta, però, il cortocircuito è ancora più immediato: non si parla di un’opera vecchia da recuperare, ma di uno spazio appena consegnato ai cittadini. E proprio per questo la domanda finale pesa più delle immagini: chi controlla le opere dopo l’inaugurazione, chi verifica che funzionino e chi interviene quando, dopo poche settimane, qualcosa comincia già a cedere?