Roma, cemento sui Parchi della Colombo, raccolta firme contro di FdI contro il Campidoglio: «Prima strade e sicurezza, poi nuove case»
Il progetto urbanistico “Parchi della Colombo” – un progetto di Veltroni riattivato da Gualtieri di cui ha parlato nei giorni scorsi il nostro giornale – accende lo scontro nel Municipio Roma X: Fratelli d’Italia annuncia una raccolta firme e chiede una Commissione Trasparenza urgente per verificare l’impatto delle nuove costruzioni sulla viabilità e sulla sicurezza idraulica del quadrante.
Il nuovo carico urbanistico
Secondo i dati richiamati dalla consigliera municipale Sara Adriani, il programma prevede oltre 13.600 metri quadrati di superficie utile lorda residenziale e più di 2.500 metri quadrati destinati alle attività commerciali. Numeri che, per FdI, potrebbero tradursi nell’arrivo di centinaia di nuovi residenti e automobili in una zona già sottoposta ogni giorno a una forte pressione viaria. Sul progetto è stata depositata anche un’interrogazione scritta in Assemblea Capitolina.
Il nodo della viabilità
La contestazione riguarda soprattutto gli accessi previsti. Il piano, riferisce Adriani, comprende un nuovo incrocio semaforico su via Ermanno Wolf Ferrari e un collegamento attraverso la controstrada di via Cristoforo Colombo. Per la consigliera, la rete stradale del quadrante non sarebbe adeguata a sostenere il traffico aggiuntivo. L’intersezione interessata, inoltre, viene indicata tra quelle comprese nel programma comunale “Black Points”, dedicato ai punti della città considerati maggiormente esposti al rischio di incidenti.
I dubbi sulla sicurezza idraulica
Alla questione del traffico si aggiunge quella legata al territorio. In base ai documenti citati da Fratelli d’Italia, la rampa di accesso dalla Colombo interesserebbe un’area classificata a pericolosità idraulica elevata, indicata come P3–Fascia A, nelle vicinanze dell’alveo del Canale Palocco. Adriani contesta quindi l’eventuale rinvio alle successive fasi esecutive del dimensionamento delle opere di contenimento e della vasca di laminazione.
La richiesta sui fondi
FdI chiede chiarimenti anche sull’impiego degli oneri di urbanizzazione. La posizione espressa dalla consigliera è che le risorse generate dall’intervento debbano essere destinate fin dall’inizio alla realizzazione delle infrastrutture e dei servizi necessari. Il timore dichiarato è che gli edifici possano avanzare più rapidamente delle opere pubbliche, lasciando al quartiere il peso di nuovi insediamenti senza un adeguamento preventivo della viabilità.
Commissione e raccolta firme
La battaglia si sposta ora nelle sedi istituzionali e tra i residenti. Adriani ha formalizzato la richiesta di convocazione della Commissione Trasparenza, chiedendo la presenza degli uffici urbanistici di Roma Capitale e dei tecnici competenti, compreso il Consorzio di Bonifica Litorale Nord. Parallelamente, FdI annuncia una raccolta firme per chiedere che ogni edificazione venga subordinata alla preventiva messa in sicurezza stradale e idraulica. Il progetto, dunque, non è più soltanto una pratica urbanistica: diventa un nuovo terreno di confronto politico sul futuro del quadrante Colombo–Infernetto.