Roma, “Chiuso per motivi tecnici”, ma era una rapina: travestiti da imbianchini assaltano la banca e scappano con 125mila euro

Rapina Unicredit

Quando i clienti sono arrivati davanti alla filiale hanno trovato un cartello affisso all’ingresso: “Chiuso per motivi tecnici”. Sembrava un guasto, uno di quei problemi, come la mancanza di linea, che costringono a sospendere il servizio per qualche ora. In realtà, dietro quelle porte chiuse, era in corso una rapina studiata nei minimi dettagli.

Per oltre tre ore i dipendenti della filiale Unicredit di via Ostiense, a Roma, sono rimasti sotto il controllo di due uomini armati che erano riusciti a entrare nella banca già durante la notte, passando attraverso un foro aperto nella parete di un locale adiacente. Alla fine i rapinatori sono fuggiti con un bottino di circa 125mila euro.

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Il buco nel muro e i dipendenti sequestrati

Il colpo era stato preparato con largo anticipo. Secondo la prima ricostruzione, i malviventi hanno lavorato durante la notte all’interno di un immobile confinante con la banca, riuscendo a sfondare una parete e ad aprirsi un passaggio diretto verso la filiale. Una volta entrati, non hanno agito subito. Hanno aspettato l’arrivo del direttore e dei dipendenti, nascosti all’interno dell’istituto di credito. Quando, intorno alle 8 del mattino, il personale ha aperto la sede, i rapinatori erano già lì.

Vestiti da imbianchini, armati, con il volto coperto e dei berretti in testa, i due uomini hanno immobilizzato i presenti e li hanno costretti a rimanere all’interno della filiale. L’obiettivo non era il denaro immediatamente disponibile, ma quello custodito nella cassa temporizzata, che può essere aperta soltanto dopo un determinato intervallo di tempo. Per questo motivo i dipendenti sarebbero rimasti sotto minaccia per diverse ore.

Nel frattempo i rapinatori hanno pensato anche a evitare intrusioni dall’esterno. Hanno infatti imposto al personale di esporre all’ingresso il cartello che annunciava la chiusura della banca per presunti problemi tecnici, in modo da guadagnare il tempo necessario.

La fuga con 125mila euro

Una volta aperta la cassa, i banditi hanno raccolto il denaro e si sono allontanati facendo perdere le proprie tracce. L’allarme è scattato soltanto intorno a mezzogiorno, quando ormai il colpo era stato portato a termine. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione Garbatella e gli investigatori del Nucleo Operativo, che hanno immediatamente avviato gli accertamenti.

I militari stanno analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza della banca e delle attività presenti nella zona. Particolarmente importanti potrebbero rivelarsi le registrazioni che documentano sia l’ingresso dei rapinatori sia le fasi precedenti al colpo. Nel frattempo sono stati ascoltati a lungo il direttore e i dipendenti che hanno vissuto la rapina in prima persona. Le loro testimonianze hanno consentito di ricostruire alcuni dettagli sull’abbigliamento dei malviventi, che indossavano tute da lavoro simili a quelle utilizzate dagli imbianchini, berretti e altri elementi utili a nascondere il volto.

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L’ombra della banda del buco

La modalità utilizzata richiama da vicino quella della cosiddetta banda del buco, specializzata nell’entrare negli istituti di credito attraverso locali confinanti, cantine, magazzini o cunicoli sotterranei. E non sarebbe la prima volta che il quadrante sud della Capitale finisce nel mirino. Solo pochi giorni fa un tentativo analogo era stato registrato in una filiale bancaria di via Quirino Majorana, dove però i rapinatori avevano trovato gli uffici ormai vuoti perché la sede era in fase di dismissione.

Anche un anno fa, sempre a Roma, una filiale Unicredit era stata assaltata con un sistema molto simile: ingresso attraverso un locale adiacente, dipendenti sequestrati e fuga con il denaro destinato ai bancomat. Adesso i carabinieri stanno cercando di capire se dietro il colpo di via Ostiense ci sia la stessa mano o una banda che ne ha replicato il metodo.