Roma, ciclabile infinita ai Parioli: ambulanze bloccate e residenti furiosi

Foto del gruppo FB SOS via Panama

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Roma, a via Panama, nel cuore dei Parioli, la ciclabile doveva essere il simbolo della nuova mobilità romana. A un anno dall’avvio dei lavori, però, è diventata l’ennesima cartolina del caos targato Campidoglio. Il cantiere è ancora aperto, i residenti protestano, la strada è segnata da buchi e rattoppi, mentre il traffico continua a incastrarsi in una strettoia che ormai è diventata un caso politico.

La denuncia dei residenti

A rilanciare la protesta è stato anche il gruppo Facebook SOS via Panama, punto di riferimento per molti residenti della zona, che da tempo segnala disagi, criticità e immagini del cantiere infinito. Una denuncia dal basso, nata nel quartiere, che fotografa meglio di qualunque comunicato il malessere di chi vive ogni giorno tra lavori incompiuti, traffico rallentato e una viabilità sempre più complicata.

Per vedere il video, clicca qui: https://www.facebook.com/share/r/1CuYPaNyej

La ciclabile dei ripensamenti

Il punto più contestato riguarda l’ultimo tratto del marciapiede, già modificato più volte. L’ultimo intervento, secondo quanto denunciato dai residenti, è servito a inserire i percorsi per i non vedenti. Una scelta doverosa, certo, ma arrivata dopo altri lavori, altri scavi, altri rifacimenti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: marciapiedi a macchia di leopardo, tratti color sabbia alternati ad altri neri, e una strada che sembra più rattoppata che riqualificata.

L’ambulanza bloccata nella strettoia

La scena più pesante è quella dell’ambulanza rimasta bloccata nel traffico lungo via Panama, nella zona della ciclabile, immortalata da un video. È l’immagine plastica di un problema che non è più soltanto estetico o urbanistico, ma riguarda la sicurezza e la funzionalità della città. All’altezza della chiesa di San Roberto Bellarmino, dove manca ancora la segnaletica a terra, il traffico si incanala con difficoltà, creando un imbuto che complica il passaggio di bus, auto e mezzi di soccorso.

Il conto politico per Gualtieri e Patanè

La vicenda pesa direttamente sull’amministrazione Gualtieri e sull’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, ma anche per la mini sindaco Francesca Del Bello. Perché qui non si discute l’idea astratta della mobilità sostenibile, ma la capacità concreta di progettare e realizzare opere senza trasformare un quartiere in un cantiere permanente. Una ciclabile può essere utile solo se è fatta bene. Se invece produce strettoie, rallentamenti e continui rifacimenti, diventa propaganda sull’asfalto.

Residenti e commercianti esasperati

Le proteste dei residenti non si fermano. Parlano di una strada piena di buchi, di lavori eseguiti male, di un progetto nato con troppe incertezze e corretto in corsa troppe volte. A pagare il prezzo sono anche le attività commerciali della zona, costrette a convivere con disagi, spazi ridotti e accessi complicati. Il caso del gommista su via Panama è solo uno degli esempi più evidenti.

Il degrado attorno al parco Rabin

Al problema della ciclabile si somma quello del verde pubblico. Sempre su via Panama, l’area giochi del parco Rabin viene descritta dai cittadini come circondata da spazzatura, erbacce e alberi non potati. Rami bassi, marciapiedi difficili da percorrere, manutenzione carente. È il quadro di una città dove si annunciano grandi trasformazioni, ma poi si fatica perfino a garantire ordine, pulizia e passaggi sicuri.

La mobilità sostenibile non può diventare caos

La ciclabile di via Panama rischia così di diventare il simbolo di una Roma che parla molto di futuro, ma inciampa nel presente. Gualtieri e Patanè continuano a difendere la loro idea di città più verde e meno dipendente dalle auto. Ma quando le opere vengono percepite come calate dall’alto, lente, disordinate e mal realizzate, il risultato politico è devastante: non si convince nessuno, si irritano tutti.