Roma, crepe sulla ciclabile di Monte Ciocci: Giannini (Lega) torna con il georadar militare e sfida il Campidoglio

Giannini a Monte Ciocci

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Roma, Daniele Giannini è tornato sul camminamento ciclopedonale di Monte Ciocci, nello stesso punto in cui nei giorni scorsi aveva già aperto una durissima polemica contro l’amministrazione capitolina. Questa volta, però, la denuncia politica si è accompagnata a un passaggio ulteriore. Sul percorso ‘lesionato’ è arrivato anche un georadar, utilizzato nell’ambito delle verifiche tecniche condotte dal dottor Massimo Morigi. Per capire che cosa stia realmente accadendo sotto la pavimentazione spaccata.

Dalla video-denuncia alle verifiche nel sottosuolo

Il caso era già esploso all’inizio di maggio, quando Giannini aveva mostrato in video la lunga frattura presente lungo il percorso, chiedendo un intervento immediato per la sicurezza di pedoni e ciclisti. Ora la questione cambia livello: non si parla più soltanto di immagini impressionanti o di uno scontro politico, ma di rilievi sul terreno. L’analisi tecnica del dottor Morigi segnala una crepa che, nella parte più alta, supererebbe i 20 centimetri di profondità.

Il georadar per capire se il terreno si sta muovendo

Il georadar è uno strumento sofisticato ma non invasivo: attraverso impulsi elettromagnetici permette di analizzare il primo sottosuolo e individuare anomalie, vuoti o elementi compatibili con un cedimento. Accanto a questa indagine sono stati collocati punti di controllo e utilizzati rilievi GPS di precisione. L’obiettivo è costruire una base tecnica attendibile, da confrontare con successive misurazioni, per verificare se il terreno lungo il costone continui a muoversi.

Le rassicurazioni del Campidoglio ora non bastano più

Nei giorni successivi alla prima denuncia, da Roma e dall’Amministrazione Gualtieri erano arrivate rassicurazioni sull’assenza di rischi per chi utilizza il percorso. Insieme all’annuncio di una progettazione per il consolidamento della pista e del pendio. Ma davanti a una spaccatura visibile, lunga e profonda, le parole non possono rappresentare il punto di arrivo. Il Campidoglio dovrà chiarire pubblicamente l’esito dei controlli, i tempi degli interventi e le eventuali misure di sicurezza da adottare nel frattempo.

Un’opera simbolo che ora presenta il conto politico

Monte Ciocci non è un percorso qualsiasi. Il tracciato è stato legato alla grande narrazione delle opere per il Giubileo e alla promessa di una Roma più moderna, sostenibile e finalmente attenta alla mobilità dolce. Proprio per questo la nuova iniziativa di Giannini pesa politicamente: quando un’opera celebrata come simbolo della rinascita urbana presenta una frattura tanto evidente, l’amministrazione non può limitarsi a difendere l’immagine del progetto.

La nuova offensiva di Giannini contro la Giunta

Per Giannini, dirigente regionale della Lega ed ex presidente del Municipio XIII, il ritorno a Monte Ciocci rappresenta un’altra tappa di una campagna di denunce pubbliche sulle criticità della città. Questa volta, però, la contestazione viene rafforzata da una verifica tecnica sul campo. La domanda rivolta alla Giunta Gualtieri è semplice: se un percorso attraversato ogni giorno da cittadini e ciclisti si è aperto in questo modo, quando arriverà una messa in sicurezza vera, visibile e definitiva?