Roma, “Dammi quell’audio”: picchia la compagna, poi aizza un pitbull contro la Polizia, infine tenta di strangolare un agente

polizia ambulanza

È bastato un messaggio vocale, pochi secondi di audio su WhatsApp. Poi il caos. A Roma una lite domestica si è rapidamente trasformata in un pomeriggio di violenza, con una donna ferita, un pitbull lanciato contro i poliziotti intervenuti e un uomo che prova persino a strangolare un agente. Tutto per un motivo che definire futile è poco.

Dalla chat alla violenza: la lite che degenera

È domenica 7 giugno, di pomeriggio, sono da poco passate le 17. In un appartamento tra Fidene e Tufello, nel III Municipio, scoppia una discussione. All’origine della lite tra un uomo e una donna un audio WhatsApp ascoltato dall’uomo, un 59enne. In pochi minuti lui dalle parole passa alle mani. E non solo, visto che per prima cosa prende il cellulare e lo lancia contro il volto della donna, una 45enne. La colpisce in pieno volto e le provoca un taglio al sopracciglio e diversi lividi. Quando riesce a uscire dall’appartamento, la donna è già ferita, per le percosse ricevute e per il lancio del telefonino.

A dare l’allarme è una chiamata al numero di emergenza, fatta presumibilmente dai vicini che avevano sentito le urla provenire dall’appartamento. Quando le Volanti arrivano, trovano la vittima fuori dal palazzo, sotto shock ma cosciente. Viene soccorsa dal 118 e racconta l’accaduto: una lite esplosa per un messaggio vocale, degenerata in aggressione.

Il pitbull contro gli agenti e il tentativo di strangolamento

Gli agenti salgono nell’appartamento per fermare l’uomo. Ma la situazione precipita. Il 59enne non apre, resiste, poi gioca la carta più pericolosa: aizza il proprio pitbull contro i poliziotti. Per pochi istanti la situazione rischia di sfuggire di mano ai poliziotti. Gli agenti riescono a schivare il morso del molosso, ma è solo l’inizio, perché la tensione esplode subito dopo nell’androne.

Subito dopo, infatti, l’uomo si scaglia contro gli agenti: nasce una colluttazione violenta e il 59enne tenta di afferrare alla gola uno dei poliziotti, cercando di strangolarlo. Solo la prontezza di riflessi dei colleghi permette di bloccarlo e, finalmente, di renderlo inoffensivo e di arrestarlo.

Il 59enne deve ora rispondere di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Dopo la denuncia della compagna, si aggiunge anche l’accusa di maltrattamenti. Uno degli agenti coinvolti ha riportato contusioni, con una prognosi di due giorni. Il tribunale, dopo la convalida dell’arresto per direttissima, ha disposto per l’uomo l’obbligo di firma.