Roma, 12 ore al telefono per svuotargli il conto: anziano salvato dalla banca e dalla Polizia

soldi e gioielli

Per oltre dodici ore lo hanno tenuto al telefono senza lasciargli il tempo di ragionare, di chiedere consiglio o semplicemente di riattaccare. Un assedio psicologico costruito minuto dopo minuto per convincerlo a consegnare denaro, gioielli, bancomat e codice Pin. Una truffa studiata nei dettagli che sembrava destinata ad andare a segno. A fermarla sono stati però il sangue freddo di un 82enne romano, l’intuito di un dipendente di banca e il tempestivo intervento della Polizia di Stato.

È successo a Roma, in zona Tor Tre Teste, dove due uomini, oggi gravemente indiziati di tentata estorsione aggravatasostituzione di persona e resistenza a pubblico ufficiale, sono stati arrestati dopo essere caduti nella trappola organizzata dai poliziotti.

Centralino nel seminterrato per truffe ed estorsioni agli anziani a Roma: bottino da 100mila euro (VIDEO)

Anziano costretto a uscire di notte per prelevare i contanti

Tutto è iniziato la sera precedente. Dall’altra parte del telefono c’era un uomo che si è presentato come appartenente all’Arma dei Carabinieri. Secondo il falso militare due persone erano appena state fermate dopo un tentativo di furto e, durante gli accertamenti, era emerso un presunto collegamento con il conto corrente dell’anziano. Per evitare conseguenze giudiziarie, gli veniva chiesto di collaborare immediatamente. Da quel momento è iniziata una vera e propria operazione di manipolazione psicologica.

Il truffatore è rimasto costantemente in linea con l’82enne. Gli ha chiesto se avesse altri telefoni in casa, gli ha impedito di contattare familiari o conoscenti e ha controllato ogni suo movimento. Un assedio telefonico che gli investigatori descrivono come una sorta di “sequestro psicologico” a distanza. L’uomo, spaventato e convinto di trovarsi davanti a un rappresentante delle forze dell’ordine, ha seguito le indicazioni ricevute. È uscito di casa in piena notte per raggiungere uno sportello bancomat e prelevare il denaro richiesto. In due operazioni separate è riuscito a ritirare 4 mila euro, con due diverse operazioni da 2 mila euro l’una, ma il limite giornaliero della carta gli ha impedito di arrivare alla cifra pretesa dai truffatori.

Roma, 46 colpi della banda dei rom tra rapine violente e anziani in ostaggio: “Se non stai zitta ti ammazzo” (VIDEO)

Il sospetto del dipendente della banca

La mattina seguente la pressione telefonica è continuata. L’anziano si è presentato in banca per ritirare il denaro restante, ma qualcosa ha attirato l’attenzione degli operatori allo sportello. Le richieste insistenti di contanti e il comportamento insolito del cliente hanno spinto il personale ad approfondire la situazione. Le domande del direttore e dei dipendenti hanno lentamente incrinato il castello di bugie costruito dai truffatori. Poco alla volta il pensionato ha compreso di essere finito in una truffa. A quel punto è partita la segnalazione alla Polizia.

Gli agenti hanno deciso di sfruttare la situazione per cogliere i responsabili sul fatto. La vittima ha continuato a fingere di seguire le istruzioni ricevute al telefono, mentre i poliziotti organizzavano il servizio di osservazione. Nel frattempo il piano dei truffatori è cambiato. Non più un bonifico o una ricarica su carta prepagata. I malviventi hanno optato per il ritiro diretto del bottino. L’82enne ha preparato una scatola contenente 8mila euro in contanti, alcuni gioielli in oro, il bancomat e persino il relativo codice Pin, come richiesto dagli interlocutori. Quando il presunto incaricato si è presentato davanti alla porta per ritirare il pacco, ha trovato ad aspettarlo gli agenti, pronti ad arrestarlo.

Roma, sgominata la banda del “finto nipote”: 37 anziani truffati, bottino da 800 mila euro

Preso anche il regista della truffa

Poco distante dal palazzo, gli agenti hanno individuato anche il secondo complice. L’uomo era a bordo di un’auto a noleggio e, secondo gli accertamenti successivi, avrebbe avuto un ruolo centrale nell’organizzazione del raggiro. Determinanti si sono rivelati anche i telefoni cellulari sequestrati. Le conversazioni recuperate dagli investigatori avrebbero infatti consentito di ricostruire i contatti e il ruolo svolto da ciascuno dei due arrestati. Entrambi hanno inoltre tentato di opporsi all’intervento delle forze dell’ordine.

Per i due uomini sono scattate le accuse di tentata estorsione aggravatasostituzione di persona e resistenza a pubblico ufficiale. L’arresto è stato successivamente convalidato dall’autorità giudiziaria, che ha disposto nei loro confronti l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei rispettivi comuni di residenza.

Da Napoli a Roma per truffare gli anziani: bottino da 700 mila euro, 25 truffe e 3 arresti (VIDEO)