Roma e Lazio senza medici di famiglia: Rocca rilancia il tavolo coi sindacati, ma resta il nodo Case di Comunità

Rocca davanti a un medico di famiglia

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Francesco Rocca prova a riaprire la partita sui medici di famiglia, ma a Roma nel Lazio l’emergenza è già sul tavolo dei cittadini: il confronto tra Regione e sindacati che si è svolto ieri pomeriggio 14 maggio è stato aggiornato a lunedì 18 e martedì 19 maggio. Il presidente Rocca parla di confronto aperto: “C’è dialettica”, ha detto, chiedendo alle sigle proposte da portare al tavolo. Ma il nodo politico resta: la Regione sta governando la crisi o la sta rincorrendo?

Senza medici, la riforma non cammina

La sanità territoriale non si costruisce con gli annunci e i tagli di nastro. Servono medici, ambulatori aperti, pazienti presi in carico. E oggi proprio il primo presidio del Servizio sanitario regionale mostra le crepe più evidenti. Mentre la Giunta Rocca spinge sulle Case della Comunità, i sindacati denunciano carenze, carichi insostenibili e regole ancora incerte.

La linea del presidente

Rocca prova a smussare lo scontro, dopo lo scontro feroce delle scorse settimane, e ribadisce il ruolo centrale dei medici di medicina generale, definiti una “figura essenziale”. Il presidente apre anche a possibili modifiche del quadro organizzativo, ma dentro la cornice tracciata dalla Regione. Il problema, però, è concreto: pensionamenti, zone scoperte, incarichi poco attrattivi e cittadini costretti a cercare un medico disponibile con il lanternino.

Il paradosso delle Case della Comunità

Il cortocircuito è evidente: la Regione inaugura e rilancia le Case della Comunità, a Roma e in provincia, ma senza medici stabili il modello rischia di restare zoppo. Le strutture possono essere nuove e moderne, ma se mancano i professionisti diventano contenitori difficili da riempire. È qui che la promessa della sanità di prossimità rischia di scontrarsi con la dura realtà.

Il braccio di ferro con i sindacati

La Regione chiede strumenti più flessibili per coprire le aree carenti e garantire presenze nelle Case della Comunità. I sindacati temono invece uno scivolamento verso forme di dipendenza obbligata e chiedono regole chiare, compensi adeguati e un vero accordo regionale. Nel mezzo restano i cittadini, soprattutto anziani, fragili e residenti nei piccoli Comuni.

La Pisana sotto pressione

Il tema è ormai politico. L’opposizione incalza la Giunta Rocca e chiede misure urgenti: incentivi per i territori scoperti, mappatura delle carenze, deroghe per i piccoli Comuni e strumenti per rendere più attrattiva la medicina generale. Per Rocca è un dossier delicato, perché tocca il cuore della sua promessa: meno ospedale, più territorio.

Il rischio per Rocca

La “sanità di prossimità” non può restare uno slogan. Se un paziente non trova il medico, se un Comune resta scoperto, se i giovani professionisti rifiutano incarichi poco chiari, tutta la narrazione regionale si indebolisce. Il tavolo del 18-19 maggio diventa così un passaggio decisivo: servono soluzioni, non solo mediazioni.