Roma, è Luigi Galateria l’uomo precipitato al Pincio. Il mistero del telefono
È di Luigi Galateria il corpo del ragazzo precipitato dal Pincio il 26 maggio. Lo hanno confermato gli esiti dell’esame autoptico svolto all’Istituto di Medicina Legale della Sapienza di Roma, che ha tolto ogni speranza ai familiari del ragazzo.
Per dieci giorni la sua famiglia lo ha cercato ovunque. Gli appelli sui social, le segnalazioni alle associazioni che si occupano di persone scomparse, la speranza che da un momento all’altro qualcuno potesse fornire una notizia. Poi la telefonata che nessun genitore vorrebbe mai ricevere. Il corpo trovato il 26 maggio sotto la terrazza del Pincio, a Villa Borghese, appartiene a Luigi Galateria, 29 anni. Una vicenda che, a distanza di giorni, continua a lasciare interrogativi aperti. Per gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, che sono intervenuti sul posto e si occupano della vicenda, resta sul tavolo l’ipotesi del gesto volontario. La famiglia, invece, chiede che ogni dettaglio venga approfondito prima di arrivare a conclusioni definitive.
Il ritrovamento sotto la terrazza del Pincio
L’allarme era scattato nella tarda mattinata del 26 maggio, intorno alle 13, quando alcuni passanti avevano notato il corpo di un uomo ai piedi della celebre terrazza affacciata su Piazza del Popolo. Sul posto erano intervenuti gli agenti della Polizia Locale e il personale sanitario del 118, che aveva potuto soltanto constatare il decesso. Fin dalle prime ore i caschi bianchi avevano ipotizzato che la morte potesse essere collegata a una caduta dall’alto. Ma l’identificazione si è rivelata complessa: il giovane non aveva con sé documenti e accanto al corpo non erano stati trovati elementi utili per attribuirgli un nome.
Quella stessa mattina Luigi era uscito dalla sua abitazione per una passeggiata che, secondo i familiari, rientrava nelle sue abitudini quotidiane. Quando non è rientrato, i genitori hanno denunciato la scomparsa e sono partite le ricerche. Sui social network sono comparsi decine di appelli con la sua fotografia e la sua descrizione. A supportare la famiglia si è attivato anche il Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi. Per giorni nessuno immaginava che il ragazzo cercato in tutta Roma e il corpo senza nome trovato a Villa Borghese fossero la stessa persona, anche perché si pensava che a precipitare fosse stato un uomo di un’età maggiore di quella di Luigi.
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I dubbi della famiglia: “Vogliamo la verità”
Ma la famiglia non è convinta che Luigi possa essersi tolto la vita. il papà, in un’intervista al Messaggero, confida i suoi dubbi e rivela di essersi affidato a un legale per chiedere che venga fatta piena luce su quanto accaduto nelle ultime ore di vita del giovane. Secondo quanto riferito dai genitori, Luigi usciva sempre con il proprio telefono cellulare. Eppure il dispositivo non sarebbe stato trovato insieme al corpo. Non solo. Attraverso i sistemi di localizzazione, l’iPhone del giovane sarebbe risultato attivo a decine di chilometri da Roma, nella zona di Tarquinia. Sono tante le domande che si fa la famiglia: con chi era Luigi? Dov’è adesso il suo telefono? È stato rapinato? C’è appunto una rapina, dietro quel volo?
Tra l’uscita di casa e il momento in cui il corpo è stato individuato trascorrono diverse ore che, al momento, restano in parte da ricostruire. “Vogliamo chiarezza, sapere quello che è successo”, dice il padre, che chiede che vengano analizzate le telecamere di videosorveglianza della zona e ascoltati i testimoni per ricostruire gli ultimi momenti della vita del figlio e scoprire cosa sia realmente accaduto. Perché oltre al dolore per una perdita devastante, per quel padre e quella madre resta il bisogno di capire cosa sia successo a Luigi da quando è uscito di casa quella mattina fino al tragico ritrovamento sotto una delle terrazze più conosciute di Roma.