Roma, elezioni 2027, Lega di nuovo in pressing su FdI e FI: “Non si può più aspettare, serve subito un candidato anti-Gualtieri”
La Lega torna all’attacco per la seconda volta in pochi mesi e rimette sul tavolo il nodo che il centrodestra romano (regionale e nazionale) continua a rinviare: il candidato sindaco anti-Gualtieri per il Campidoglio. Dopo l’intervista raccolta dal nostro giornale ad Antonio Maria Rinaldi, indicato come primo profilo leghista anti-Gualtieri, e dopo il pressing arrivato anche da Noi Moderati per aprire subito un confronto su nome, programma e metodo, ora è Fabrizio Santori, capogruppo del Carroccio in Aula Giulio Cesare, a rilanciare l’avviso agli alleati: Roma non può aspettare, serve subito un candidato forte, autorevole e riconoscibile.
Il messaggio agli alleati
Il capogruppo Santori lancia un appello diretto ai leader del centrodestra: la Capitale non può essere lasciata ancora nel limbo. Per il capogruppo leghista, Roma è stretta tra degrado, insicurezza, caos urbano e mancanza di visione. Ma il bersaglio non è solo Roberto Gualtieri. Il messaggio, chiarissimo, è rivolto anche agli alleati: Fratelli d’Italia, Forza Italia e l’intera coalizione devono decidere presto chi sarà il volto della sfida al Campidoglio.
La Lega non vuole restare a guardare
La Lega, a Roma, non intende fare da comparsa. Il nome di Antonio Maria Rinaldi è già stato messo sul tavolo come proposta politica, non come imposizione. Una candidatura pensata per anticipare i tempi e costringere gli alleati ad aprire finalmente il cantiere del 2027. Lo stesso responsabile romano del partito, Angelo Valeriani, aveva spiegato che l’obiettivo era dare “un impulso” e avviare un ragionamento concreto, con un nome e con dei contenuti.
FdI, FI e il nodo romano
Il punto politico è tutto qui: chi guiderà davvero il centrodestra nella Capitale? Fratelli d’Italia, primo partito della coalizione, rivendica naturalmente il ruolo centrale nella scelta. Forza Italia si muove sul territorio e prova a presidiare i temi moderati, dalla sicurezza alla vivibilità. La Lega, però, teme il solito copione: mesi di rinvii, tavoli infiniti e candidato tirato fuori all’ultimo momento. Uno schema che, per Santori, sarebbe un errore pesantissimo.
Noi Moderati ha già suonato la sveglia
Anche Noi Moderati, nei giorni scorsi, aveva messo pressione soprattutto su FdI: serve un confronto immediato su programma, metodo e candidato. Il messaggio era semplice: il centrodestra non può permettersi di arrivare tardi alla sfida contro Gualtieri. Prima i contenuti, poi il nome, ma senza perdere altro tempo. Santori oggi si inserisce nello stesso solco, con un tono più duro e più diretto: Roma non può aspettare i tempi comodi delle segreterie nazionali.
L’affondo contro Gualtieri
Nel comunicato Santori usa parole pesanti. Parla di una città “distrutta” da degrado, insicurezza e assenza di visione. È il cuore della campagna che la Lega vuole imporre agli alleati: riportare al centro sicurezza, decoro, mobilità, periferie e servizi. Ma per farlo, sostiene il Carroccio, serve un candidato riconoscibile, capace di parlare ai cittadini prima ancora che agli apparati di partito.
Il rischio dell’ultimo minuto
Il vero incubo, per la Lega, è ripetere gli errori del passato: scegliere il candidato quando la partita è già cominciata, lasciando alla sinistra mesi di vantaggio politico e mediatico. Santori lo dice senza giri di parole: continuare con lo schema dei nomi tirati fuori negli ultimissimi mesi sarebbe “un affronto” verso gli elettori di centrodestra. Tradotto: se la coalizione vuole davvero battere Gualtieri, deve smettere di rinviare.
La partita è già aperta
Il voto del 2027 sembra lontano, ma nella politica romana è già domani. Gualtieri punta al bis e può giocare la carta del sindaco uscente. Il centrodestra, invece, deve ancora scegliere volto, metodo e programma comune. Santori prova a forzare la mano: non basta denunciare i problemi di Roma, bisogna costruire per tempo l’alternativa. E questa volta la Lega non vuole arrivare in fondo alla fila.