Roma, faccia a faccia Meloni-Zelensky: sul tavolo anche l’oleodotto che passa per l’Ungheria e che pesa sull’Europa

Meloni e Zelensky, in una recente apparizione pubblica -

Volodymyr Zelensky è atteso a Roma mercoledì 15 aprile per l’incontro con Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, fissato alle 15.30 secondo l’agenda della Presidenza del Consiglio. La visita arriva in un momento delicato: da una parte c’è la guerra in Ucraina, dall’altra ci sono le tensioni europee su energia, aiuti e rapporti con Budapest. In questo quadro, il tema dell’oleodotto Druzhba non è un dettaglio tecnico, ma uno dei dossier che fanno da sfondo politico al colloquio tra Roma e Kiev.

Il nodo Druzhba spiegato in modo semplice

Il Druzhba è l’oleodotto che porta petrolio russo verso l’Europa centrale passando anche dall’Ucraina e rifornendo in particolare Ungheria e Slovacchia. Zelensky ha detto il 14 aprile, da Berlino, che la riparazione sarà possibile entro la fine di aprile: non tutto sarà sistemato in modo definitivo, ma la linea dovrebbe tornare operativa. Reuters aveva già riferito pochi giorni prima che Kiev punta a completare i lavori in primavera, dopo i danni causati a fine gennaio da un attacco russo contro infrastrutture in Ucraina occidentale.

Perché la questione riguarda anche l’Europa

Il problema non riguarda solo il petrolio. Lo stop ai flussi del Druzhba ha avuto effetti politici molto concreti: Reuters ha ricostruito che l’Ungheria ha usato questa disputa per bloccare un prestito europeo da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina e per frenare nuove sanzioni contro Mosca. Budapest sostiene che Kiev abbia rallentato il ripristino; l’Ucraina respinge questa accusa e attribuisce il blocco ai danni provocati dagli attacchi russi. Ecco perché la riparazione dell’oleodotto, oggi, pesa molto più di quanto suggerisca il suo nome poco noto al grande pubblico.

La linea italiana tra sostegno a Kiev e tenuta europea

Alla vigilia dell’incontro con Zelensky, Meloni ha ribadito che la pressione economica sulla Russia resta, per l’Italia, uno strumento decisivo per costruire una pace negoziata. È una posizione che tiene insieme due esigenze: continuare a sostenere Kiev e, allo stesso tempo, evitare nuove fratture dentro l’Unione europea su energia e sanzioni. Per questo il faccia a faccia di Roma non sarà solo una tappa diplomatica. Sarà anche un passaggio utile a capire se il dossier Druzhba può smettere di essere un ostacolo e diventare, invece, un punto di equilibrio.