Roma finisce sulla CNN per le piazze (flop) del Giubileo: “Milioni spesi per creare isole di calore”

Isole di calore Roma

Non sono più soltanto i comitati di quartiere, i residenti o l’opposizione a puntare il dito contro il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e le nuove piazze del Giubileo. Adesso è una delle più importanti emittenti televisive del mondo a raccontare l’altra faccia della riqualificazione firmata dall’amministrazione Gualtieri. La CNN dedica infatti un servizio a Piazza Pia e Piazza Risorgimento, definendole un esempio di come un progetto nato per contrastare il caldo possa trasformarsi, invece, in una “isola di calore”.

Un servizio destinato a far discutere ben oltre i confini della Capitale e che riporta sotto i riflettori una polemica mai sopita: quella sulle nuove piazze realizzate in vista del Giubileo, tra alberi secchi, ombra insufficiente e temperature elevate. Ne avevamo parlato anche 6 giorni fa, quando piazza Risorgimento era stata ironicamente ribattezzata “piazza Decadimento”.

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La CNN: “Milioni spesi per un progetto che oggi è un’isola di calore”

Nel servizio realizzato dalla giornalista Barbie Latza Nadeau, le telecamere della CNN mostrano i rami secchi, le aiuole ormai prive di vegetazione e le panchine esposte al sole di Piazza Pia, a pochi passi dal Vaticano. L’emittente ricorda come il progetto fosse stato presentato come un intervento pensato per offrire refrigerio durante le estati romane, con filari di alberifontanesistemi di nebulizzazione e ampie aree verdi.

Come evidenziato nel reportage, però, a distanza di tempo il risultato è ben diverso: il verde è in gran parte scomparso, i sistemi di raffrescamento non sono operativi e la piazza, nelle ore più calde, è diventata difficilmente utilizzabile. La stessa CNN definisce Piazza Pia una “heat island”, un’isola di calore, sostenendo che il progetto rappresenti un caso emblematico delle difficoltà che molte città stanno incontrando nel realizzare interventi urbani capaci di resistere agli effetti delle temperature estreme.

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Piazza Risorgimento, il verde secco e gli interventi del Comune

Il servizio richiama anche la situazione di Piazza Risorgimento, dove nei giorni scorsi erano già emerse le criticità legate allo stato della vegetazione. Dopo le segnalazioni sulla presenza di alberi e piante ormai secche, il Comune di Roma era intervenuto inviando operai per intensificare le operazioni di irrigazione.

Resta però aperto il dibattito sulla qualità complessiva della riqualificazione e, soprattutto, sulla riduzione delle zone d’ombra rispetto al passato. Un tema che residenti e comitati continuano a sollevare da mesi, sostenendo che la sostituzione degli alberi maturi con nuove piantumazioni non abbia ancora garantito un adeguato riparo dal sole.

Nel servizio, la CNN collega il deterioramento del verde anche alle ondate di calore che stanno interessando Roma e gran parte dell’Europa. Sarebbero gli stessi funzionari comunali ad attribuire alle temperature eccezionali una parte delle difficoltà riscontrate nella crescita delle nuove alberature e nella tenuta del progetto paesaggistico. Ma proprio perché ormai Roma è esposta a queste temperature estreme occorrerebbe progettare gli spazi pubblici nell’ottica degli effetti del cambiamento climatico.

L’opposizione all’attacco: “Roma finita al centro del mondo per un fallimento”

Il servizio della CNN ha immediatamente acceso anche lo scontro politico. Il deputato di Fratelli d’Italia e presidente della federazione romana del partito, Marco Perissa, parla di un danno d’immagine per la Capitale, sottolineando come Piazza Pia, costata circa 40 milioni di euro, venga oggi raccontata da una delle principali emittenti internazionali come un esempio negativo di riqualificazione urbana.

Dura anche la posizione di Luisa Regimenti, assessore della Regione Lazio e segretario di Forza Italia Roma, che definisce la situazione il risultato di una progettazione sbagliata, sostenendo che le nuove piazze abbiano sostituito il verde con superfici che aumentano il calore percepito durante l’estate. Le dichiarazioni riaccendono così il confronto politico sulle opere realizzate per il Giubileo, trasformando un servizio televisivo internazionale nell’ennesimo terreno di scontro tra Campidoglio e opposizione.

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