Roma, giovani licenziati da Ama dopo 30 mesi senza spiegazioni, Santori (Lega) apre il caso: “Gualtieri tira fuori le carte”


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Ama finisce di nuovo nel mirino politico: secondo la Lega, decine di giovani lavoratori assunti con contratto di apprendistato sarebbero stati lasciati a casa dopo trenta mesi di servizio, senza una motivazione specifica nella lettera di cessazione. È questo il cuore della denuncia sollevata da Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, che ora chiama direttamente in causa il sindaco Roberto Gualtieri.

Trenta mesi tra rifiuti e spazzamento

La vicenda riguarda giovani impiegati nelle attività più dure e visibili del servizio pubblico: raccolta dei rifiuti e spazzamento delle strade. Dopo due anni e mezzo di lavoro sul campo, racconta Santori, a questi lavoratori sarebbe arrivata una comunicazione secca di fine rapporto. Poche righe, nessuna spiegazione dettagliata, nessun chiarimento pubblico sulle valutazioni finali. Una modalità che, per la Lega, apre un problema politico prima ancora che amministrativo.

Il paradosso del personale che manca

Il punto più delicato è la contraddizione. Da una parte Ama continua a denunciare carenze di organico, difficoltà operative e bisogno di rafforzare i servizi in una città che resta alle prese con rifiuti, decoro e pulizia. Dall’altra, denuncia Santori, giovani già formati e già inseriti nei turni operativi verrebbero mandati via alla fine dell’apprendistato. Un corto circuito che rischia di diventare l’ennesimo caso spinoso nella gestione capitolina.

La Lega chiede gli atti

Santori non si ferma alla denuncia. Il capogruppo leghista ha presentato un’interrogazione e una richiesta di accesso agli atti per capire cosa sia accaduto davvero, quali criteri siano stati utilizzati e se le valutazioni finali siano state svolte con trasparenza. Nel mirino finisce anche il metodo interno dell’azienda, perché sulle esclusioni, sostiene la Lega, servono documenti, nomi, procedure e risposte precise.

L’attacco politico a Gualtieri

La stoccata finale è tutta politica. Santori parla di un’Ama a “doppia velocità”: da un lato incarichi, promozioni, consulenze e posizioni che, secondo l’esponente leghista, finirebbero troppo spesso nell’orbita degli “amici degli amici”; dall’altro giovani lavoratori impiegati nei servizi più pesanti, poi lasciati senza prospettiva. Ora la palla passa al Campidoglio. Perché se Roma chiede strade più pulite, il caso di chi quelle strade le ha pulite non può essere liquidato con una semplice lettera.

Fabrizio Santori, consigliere capitolino in quota Lega
Fabrizio Santori, consigliere capitolino in quota Lega