Roma, i comitati ‘processano’ Gualtieri sotto al Campidoglio su rifiuti e alberi: “Sit in sabato 16 maggio”
Roma, sabato 16 maggio 2026, alle ore 11, Piazza del Campidoglio diventerà il centro simbolico della protesta ambientale contro le scelte di Roma Capitale e Regione Lazio. Le Comunità Ribelli di Santa Palomba, Casal Selce e Cesano chiamano a raccolta cittadini, comitati e realtà territoriali per quello che definiscono un vero “processo” pubblico alle politiche ambientali romane. Nel mirino finiscono il piano rifiuti, la gestione del verde, il consumo di territorio e il silenzio delle istituzioni.
Dalle periferie al Campidoglio
La mobilitazione nasce nelle periferie, dove i conflitti ambientali sono diventati terreno quotidiano di scontro politico. Santa Palomba, area simbolo della battaglia contro l’inceneritore, è solo uno dei fronti aperti. Accanto a essa ci sono Casal Selce, Cesano e altre realtà di Roma, della provincia e del Lazio, compresa Aprilia. Il messaggio dei promotori è chiaro: i territori non vogliono più subire decisioni prese dall’alto, senza ascolto e senza un vero confronto pubblico.
Il “Tribunale delle Comunità Ribelli”
L’iniziativa prenderà la forma di un “Tribunale delle Comunità Ribelli”. Ogni realtà porterà in piazza la propria vertenza, racconterà il conflitto ambientale che vive e presenterà una proposta concreta. Gli interventi dureranno sette minuti. L’assemblea, trasformata in giuria popolare, voterà per alzata di mano se accogliere o meno le richieste avanzate. Non sarà quindi solo una manifestazione di protesta, ma un tentativo di costruire una piattaforma comune di denuncia e pressione politica.
Gualtieri e Rocca nel mirino
La polemica politica è tutta concentrata sul cosiddetto asse Gualtieri-Rocca. Da una parte il Campidoglio, dall’altra la Regione Lazio: centrosinistra e centrodestra vengono accusati dai promotori di convergere su scelte considerate dannose per ambiente, salute e territori. Il piano rifiuti è il punto più caldo, ma la contestazione si allarga alla tutela del paesaggio, agli alberi, al patrimonio storico e ai beni comuni. La piazza vuole dire che l’ambiente non può essere trattato come una pratica amministrativa qualunque.
Niente partiti, solo vertenze
Uno degli aspetti politici più forti dell’appuntamento è l’esclusione di bandiere di partito e interventi di esponenti politici. I promotori vogliono una piazza fatta solo di vertenze ambientali, cittadini e comunità locali. Una scelta che suona anche come sfiducia verso la politica tradizionale, accusata di essersi girata dall’altra parte o di aver accompagnato decisioni contestate. Il messaggio è diretto: chi vive i problemi vuole parlare in prima persona.
Una sfida aperta alle istituzioni
Le decisioni approvate dalla giuria popolare, spiegano gli organizzatori, saranno poi inviate ai destinatari istituzionali individuati e monitorate nel tempo. È qui che la protesta prova a diventare metodo: non solo denuncia, ma pressione organizzata. Il 16 maggio, quindi, non sarà soltanto una giornata di piazza. Sarà un passaggio politico per misurare la forza dei territori contro scelte che i comitati giudicano incompatibili con il diritto ad aria, acqua e terra pulite.
Per i promotori, tra cui l’Associazione CURAA – Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e Abitanti e l’Unione dei Comitati Piano dei Rifiuti, il 16 maggio rappresenta un passaggio decisivo per riaffermare il diritto ad aria, acqua e terra pulite. Una mobilitazione che punta a contestare frontalmente le politiche ambientali attribuite al duo Gualtieri-Rocca e alle rispettive maggioranze, di centrosinistra in Campidoglio e di centrodestra in Regione Lazio. L’appuntamento è fissato per sabato 16 maggio 2026, alle ore 11, in Piazza del Campidoglio a Roma.