Roma, il centrodestra cerca ancora il candidato anti-Gualtieri: Abodi si sfila, in campo per FdI restano solo Rampelli e Angelilli

Da sinistra, Abodi, Rampelli e Angelilli

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A Roma il centrodestra continua a cercare il volto giusto per la sfida del 2027. Ma il casting, invece di chiudersi, sembra restringersi ogni settimana di più. L’ultimo nome a sfilarsi è quello di Andrea Abodi, ministro dello Sport, da mesi inserito nel toto-candidato per il Campidoglio. La sua risposta è stata netta: fare il sindaco di Roma è affascinante, ma non sarebbe la sua prospettiva.

Il no di Abodi pesa

Il passo indietro di Abodi non è un dettaglio. Perché il suo profilo, tecnico ma politico, romano ma non troppo legato alle correnti locali, poteva rappresentare una soluzione di equilibrio. Un nome capace di parlare al centro, al mondo civico e a una parte dell’elettorato moderato. Invece niente. Un’altra casella viene cancellata, mentre Roberto Gualtieri ha già fatto sapere di voler correre per il secondo mandato.

Malagò lontano, il piano si inceppa

Anche la suggestione Giovanni Malagò appare ormai molto più debole. L’ex numero uno del Coni ha spostato il proprio baricentro sulla partita della Federcalcio, lasciando il centrodestra romano senza quella carta civica che, per settimane, era stata considerata da alcuni come il profilo ideale: conosciuto, trasversale, spendibile fuori dai confini dei partiti. Ma Roma non aspetta. E la campagna, anche se formalmente lontana, è già cominciata.

FdI resta con il cerino in mano

A questo punto il dossier torna soprattutto sul tavolo di Fratelli d’Italia. È il partito più forte della coalizione, quello che rivendica naturalmente il diritto di dare le carte. Ma proprio per questo non può permettersi un errore. Dopo il caso Michetti nel 2021, nessuno vuole arrivare all’ultimo minuto con un candidato tirato fuori dal cilindro. La Capitale non perdona improvvisazioni, e il centrodestra lo sa bene.

Rampelli, il nome politico

Fabio Rampelli resta il nome più politico. Romano, radicato nella storia della destra capitolina, vicepresidente della Camera, ha già lasciato intendere che, se glielo chiedessero, non potrebbe dire di no. È una disponibilità elegante, ma anche pesante. Rampelli conosce Roma, parla alla base storica di FdI e avrebbe il profilo identitario per una campagna dura contro Gualtieri. Il rischio, però, è quello di una sfida molto politicizzata.

Angelilli, la carta istituzionale

L’altro nome forte è Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico. Un profilo più istituzionale, meno divisivo, con esperienza europea e regionale. Potrebbe essere la carta per allargare oltre il perimetro tradizionale della destra romana. Ma anche qui il nodo resta politico: accetterebbe di lasciare un ruolo centrale in Regione per una corsa difficile, lunga e ad altissimo rischio?

Gualtieri corre, gli altri inseguono

Il paradosso è che mentre il centrodestra discute ancora del nome, Gualtieri lavora già da candidato uscente. Il sindaco punta sulla narrazione dei cantieri, del Giubileo, delle opere e della trasformazione urbana. Una linea criticabile, attaccabile, ma chiara. Dall’altra parte, invece, manca ancora il volto della sfida. E in politica, soprattutto a Roma, il vuoto non resta mai vuoto: prima o poi lo occupa qualcun altro.

L’incognita Vannacci

A complicare il quadro c’è anche l’incognita Roberto Vannacci. Futuro Nazionale punta a presentarsi nella Capitale con una propria lista e un proprio candidato. Una mossa che potrebbe erodere voti a destra, costringendo Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia a chiudere prima il dossier Campidoglio. Perché un centrodestra diviso o in ritardo rischia di trasformare la corsa contro Gualtieri in una salita ancora più ripida.

La scelta non può più aspettare

Roma è una partita nazionale. Non è solo una città da amministrare, ma una vetrina politica, simbolica e mediatica. Per questo la scelta del candidato anti-Gualtieri non può essere rinviata all’infinito. Abodi si è sfilato, Malagò guarda altrove, gli outsider non decollano. Alla fine, nel campo di Fratelli d’Italia, la partita vera sembra stringersi attorno a due nomi: Rampelli e Angelilli. Due strade diverse, un solo obiettivo: evitare che Gualtieri corra da solo.