Roma, il pass da 1000€ per le auto elettriche si sgonfia: il Campidoglio voleva fare cassa, ma le richieste non decollano

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Nei corridoi del Campidoglio si ventila un trend pesante: a fronte di circa 75mila veicoli elettrici già autorizzati in passato a entrare nelle ZTL di Roma centro, le domande per il nuovo permesso a pagamento che costerà fino a 1000 € l’anno e che sarà attivo da domani 1° luglio sarebbero ferme ad appena 1.104. Se questo andamento molto basso fosse confermato nei prossimi giorni-mesi, il tentativo di fare ‘bottino’ con l’ingresso delle auto elettriche green in centro si sarà rivelato un vero flop politico, per la Giunta Gualtieri.

Il nuovo corso della ZTL

Dal 1° luglio 2026 anche le auto elettriche e a idrogeno non potranno più entrare gratis nelle Zone a traffico limitato di Roma solo perché considerate veicoli “puliti”. Servirà un permesso annuale. Per molti utenti il costo annuale potrà arrivare a 1.000 euro, mentre restano esenzioni e agevolazioni per categorie specifiche, come residenti, disabili, taxi, NCC, car sharing e mezzi di servizio.

I numeri che agitano il Campidoglio

Nei corridoi del Campidoglio, però, circola un numero che pesa come un macigno: appena 1.104 domande presentate alla vigilia dell’entrata in vigore del nuovo regime. Un dato ancora da consolidare, ma politicamente esplosivo se rapportato alla platea di circa 75mila veicoli elettrici già autorizzati in passato all’accesso in ZTL. Tradotto: quasi 74mila vetture potrebbero restare fuori o rinunciare.

Il nodo politico: meno traffico o meno incassi?

La linea del Comune a guida Gualtieri è chiara: ridurre la congestione anche delle auto elettriche, perchè considerate “troppe” dall’assessore Patanè, così ha dichiarato alla stampa nei giorni scorsi. Ma l’altra faccia della medaglia è meno comoda per la Giunta. Perché se l’obiettivo era anche trasformare il privilegio green anche in entrata economica per le casse capitoline, il primo segnale sembra debole. Troppo debole. Una tassa funziona se viene pagata. Se invece induce alla fuga, diventa un boomerang.

La stangata che non convince

Il punto non è tecnico, è politico. Roma ha spinto per anni sulla mobilità elettrica, ha raccontato l’auto green come scelta virtuosa, poi ha presentato il conto proprio a chi quella scelta l’ha fatta. Il risultato, almeno per ora, appare contraddittorio: si premia la transizione ambientale finché conviene, poi la si tassa quando diventa troppo diffusa. E molti automobilisti sembrano aver risposto con il portafoglio chiuso.

Il rischio flop per Gualtieri e Patanè

Se nei prossimi mesi le richieste resteranno così basse, la misura non sarà letta solo come una stretta alla mobilità privata. Sarà letta come un fallimento politico: il Campidoglio avrebbe provato a monetizzare l’accesso delle auto elettriche alla ZTL, ma senza riuscire davvero a trasformarlo in incasso. Meno pass, meno soldi, più polemiche. E una domanda destinata a pesare: Roma voleva davvero governare il traffico elettrico o… solo fare cassa?

Una partita appena iniziata

Il banco di prova sarà l’estate, quando multe, rinunce e nuove domande diranno se il dato iniziale era solo prudenza o il segnale di una protesta silenziosa. Per ora resta l’immagine di una misura partita col freno tirato: ambiziosa nei proclami, fragile nei numeri. E se il trend sarà confermato, la tassa green del Campidoglio rischierà di diventare il simbolo perfetto di una politica che chiede molto, ma incassa poco.