Roma, marcia serale Termini-Ambasciata USA durante lo sciopero: caos in centro tra bus deviati e strade chiuse

Roma, foto generata con IA

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Il cuore di Roma finisce ancora una volta stretto tra manifestazioni, traffico e trasporto pubblico in difficoltà. Giovedì 28 maggio, dalle 18.30 alle 21, un corteo è stato programmato da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, fino a via Bissolati, nei pressi dell’Ambasciata degli Stati Uniti. Un percorso breve sulla carta, ma pesantissimo per una zona già congestionata, attraversata ogni giorno da migliaia di pendolari, turisti, taxi, autobus e automobilisti.

Da Termini a via Bissolati, il percorso che taglia la città

La manifestazione ha interessato alcuni degli snodi più delicati del Centro: viale Einaudi, piazza della Repubblica, via Vittorio Emanuele Orlando e largo di Santa Susanna, prima dell’arrivo in via Bissolati. Un asse che collega Termini alla zona di via Veneto e che, nelle ore serali, rappresenta uno dei passaggi più utilizzati da chi rientra dal lavoro o prova a raggiungere alberghi, uffici e attività commerciali della Capitale.

Bus deviati e taxi sospesi: il conto pagato da chi si muove

Il dispositivo sulla mobilità ha previsto possibili chiusure al traffico e deviazioni per ben 24 linee del trasporto pubblico: 16, 38, 40, 60, 61, 62, 64, 66, 70, 75, 82, 85, 90, 92, 105, 170, 223, 310, 360, 492, 590, 649, 910 e H. Sospese anche le postazioni taxi di piazza della Repubblica. Per i cittadini, il rischio concreto è stato quello di ritrovarsi in un Centro attraversabile soltanto a fatica, tra attese alle fermate e percorsi modificati.

Auto da spostare e rimozioni forzate: la stretta sulla sosta

I disagi sono cominciati molto prima della partenza del corteo. Entro le 8 del mattino dovevano infatti essere sgomberati i veicoli in sosta a largo di Santa Susanna e in parte di via Bissolati. Divieti e rischio rimozione forzata hanno riguardato anche piazza dei Cinquecento, via Einaudi, piazza della Repubblica, via Vittorio Emanuele Orlando e via Sallustiana. Una giornata complicata non soltanto per chi viaggiava sui mezzi, ma anche per chi aveva lasciato l’auto nel quadrante.

Il diritto alla piazza e una città sempre più fragile

Manifestare resta un diritto fondamentale. Ma ogni corteo che attraversa gli snodi nevralgici di Roma mostra anche quanto la mobilità della Capitale sia fragile: basta una chiusura nel punto sbagliato per mettere in difficoltà autobus, taxi, lavoratori e automobilisti. In una città già segnata da cantieri, eventi e traffico quotidiano, il problema politico e amministrativo diventa inevitabile: garantire le manifestazioni senza lasciare i cittadini prigionieri del caos.