Roma, Metro A al limite nelle ore di punta: attese e treni pieni. E anche la B arranca


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La Metro A di Roma è tornata sotto forte pressione con la ripresa a pieno regime di scuole, uffici e attività cittadine dopo le vacanze estive. Da settimane – compreso oggi 17 settembre – si susseguono segnalazioni di treni molto pieni, banchine affollate e tempi d’attesa che, secondo quanto riferito dai passeggeri, arrivano spesso a 5, 6 e in alcuni casi 7 minuti.

Più contenuta, invece, la situazione sulla Metro B: anche se anche qui non mancano affollamento e attese, soprattutto nelle ore di punta, ma nel complesso la linea sembra reggere meglio il ritorno della domanda autunnale.

Metro A, criticità al mattino e nel tardo pomeriggio

Non c’è una sola fascia critica. I problemi sulla Metro A vengono segnalati soprattutto nei due momenti tradizionalmente più difficili della giornata: la mattina, con l’ingresso a scuola e negli uffici, e il tardo pomeriggio, quando migliaia di persone tornano contemporaneamente verso casa. Indicativamente, le fasce più delicate sono quelle comprese tra le 7.30 e le 10.30 e tra le 17 e le 20. I tempi d’attesa indicati sono riferiti dai viaggiatori e non rappresentano una rilevazione ufficiale Atac, ma restituiscono comunque un quadro di forte pressione proprio nelle ore di massimo utilizzo.

Termini resta il grande imbuto della rete

Il punto più delicato resta inevitabilmente Termini, dove si incrociano Metro A, Metro B e rete ferroviaria. Qui l’affollamento di una linea finisce facilmente per sommarsi a quello dell’altra e basta perdere un convoglio perché sulla banchina si accumulino rapidamente decine di persone. A complicare il quadro delle ultime settimane si sono aggiunti anche i problemi legati al maltempo: l’11 settembre Roma Servizi per la Mobilità aveva comunicato il ritorno alla regolarità dell’intera Metro A dopo le chiusure temporanee di Anagnina, Cinecittà e Lucio Sestio.

Metro B sotto pressione, ma la situazione ‘regge’

Sulla Metro B il quadro appare meno pesante: nelle ore di punta non mancano treni pieni e attese, ma la linea nel complesso sembra reggere meglio rispetto alla A.

Il problema resta però quello della flotta. Nessuno dei nuovi convogli Hitachi acquistati nell’ambito di una fornitura da oltre 353 milioni di euro risulta ancora entrato nel normale servizio passeggeri.

Il primo treno è arrivato a Roma nell’aprile 2025, ma l’iter tecnico non è ancora concluso e non c’è nemmeno un cronoprogramma pubblico di un possibile avvio dei nuovi treni, come rilevato da Il Nuovo 7 Colli nei giorni scorsi.
Dopo le verifiche. dovrà arrivare il Nulla Osta all’Esercizio e Atac dovrà effettuare altri 5.000 chilometri di pre-esercizio, stimati in circa un mese. Un potenziamento atteso da tempo che, quindi, non può ancora contribuire ad aumentare concretamente la capacità della linea nelle ore di maggiore affluenza.

La contraddizione nella Settimana della Mobilità

Il quadro assume un significato particolare proprio in questi giorni. Dal 16 al 22 settembre Roma partecipa alla Settimana europea della Mobilità 2026, con oltre cento iniziative dedicate al trasporto sostenibile e al tema della “Mobilità per tutti e tutte”. Se l’obiettivo è convincere sempre più cittadini a lasciare l’auto privata, la capacità del trasporto pubblico di reggere la domanda nelle fasce di punta diventa inevitabilmente uno dei principali banchi di prova.

Sullo sfondo resta anche la vicenda della ZTL A1 del centro storico. L’ordinanza che introduceva nuove limitazioni per i mezzi merci ha ricevuto due sospensioni cautelari dal TAR, prima sul ricorso dei corrieri espressi e poi su quello di un operatore della distribuzione di bevande. Il Campidoglio ha quindi sospeso gli effetti dell’intero provvedimento fino alla camera di consiglio fissata per il 23 settembre.

Il punto, quindi, resta lo stesso: più Roma restringe e riorganizza l’uso dell’automobile, maggiore diventa la necessità di offrire un trasporto pubblico capace di assorbire senza affanno il ritorno pieno di scuole, uffici e attività. E nelle ultime settimane è soprattutto la Metro A, nelle ore di punta del mattino e del tardo pomeriggio, a mostrare le difficoltà maggiori.

A settembre, almeno nelle ore di punta raccontate dai passeggeri, la ‘prova metro A di Roma efficiente’ appare, insomma, tutt’altro che superata.