Roma ospita ‘ECO Mobilità 2026’ e si paragona a Parigi: intanto la ZTL resta monca, il GRAB va per le lunghe e i cantieri della Metro A slittano
Roma ospita ECO 2026 (il festival della Mobilità Sostenibile) e ha quasi l’ardire di portare la propria Mobilità al confronto con Parigi, Bologna, Firenze e Bergamo, mentre nella Capitale il GRAB ha superato la scadenza annunciata, la nuova ZTL merci è stata congelata dai giudici (due volte) e i cantieri di dieci stazioni della Metro A restano senza un calendario dettagliato. È questa la distanza che rischia di emergere tra il racconto della città sostenibile e ciò che romani, pendolari e commercianti incontrano ogni giorno.
A Roma arriva il confronto con Parigi
Il 15 e 16 settembre il Centro congressi di Piazza di Spagna ospiterà ECO 2026, il Festival della Mobilità sostenibile e delle città intelligenti. L’assessore Eugenio Patanè è annunciato tra i protagonisti della seconda giornata. Il programma prevede anche l’intervento della responsabile della strategia pedonale di Parigi e un confronto finale tra Roma, Bologna, Firenze e Bergamo sulle politiche climatiche e sulla trasformazione dello spazio urbano. Il programma di ECO 2026.
L’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè è atteso mercoledì 16 settembre, dalle ore 9.30, per l’apertura della seconda giornata di ECO 2026. Il suo intervento è inserito nei saluti istituzionali insieme al viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini, senza però l’indicazione di un orario individuale.
La ZTL merci resta dimezzata
Mentre Roma discute di città intelligenti, il progetto per limitare la circolazione dei mezzi commerciali nel Tridente è rimasto ai box. Due provvedimenti cautelari del TAR hanno sospeso gli effetti dell’ordinanza della Giunta Gualtieri che pretende di fermare il tarffico di merci commerciali in centro, un provvedimento che rischia di bloccare corrieri e distributori anche di alimenti e bevande. Il Campidoglio ha quindi fermato l’intera nuova disciplina fino all’udienza collegiale del 23 settembre. Non si tratta ancora di una bocciatura definitiva, ma politicamente è un doppio stop difficile da ignorare.
Il conto rischiava di finire sui commercianti
La stretta avrebbe compresso le finestre disponibili per le consegne nella ZTL A1, coinvolgendo un tessuto fatto di negozi, alberghi, ristoranti e pubblici esercizi. Attività che devono già misurarsi con costi elevati, cantieri e concorrenza delle vendite online. La tutela del centro storico è necessaria, ma la mobilità sostenibile non può trasformarsi in una prova di resistenza per chi tiene vive le strade. Il TAR deciderà il 23 settembre; fino ad allora valgono le regole precedenti.
Dieci stazioni Metro A senza un calendario completo
Sul fronte della metropolitana, Roma ha annunciato per l’autunno la riqualificazione di Ponte Lungo, Furio Camillo, Colli Albani, Arco di Travertino, Porta Furba, Numidio Quadrato, Lucio Sestio, Giulio Agricola, Subaugusta e Cinecittà. Dieci fermate fondamentali per il quadrante sud-est. Nella comunicazione pubblica, però, non compaiono ancora le date puntuali di apertura e chiusura dei singoli cantieri né un quadro completo delle conseguenze sul servizio.
Il GRAB oltre la scadenza annunciata
Il terzo nodo è il GRAB, il Grande raccordo anulare delle biciclette. La documentazione ufficiale del 2024 indicava la realizzazione dei 50 chilometri entro giugno 2026. Anche il portale “Roma si trasforma” continua a riportare come fine stimata il secondo trimestre dell’anno. Settembre è però iniziato con lavorazioni e limitazioni ancora presenti, mentre a fine agosto sono state pubblicate cinque proroghe della disciplina del traffico collegate ai cantieri nel quadrante orientale.
Il ritorno alla normalità arriva a novembre
Anche la rete tranviaria fotografa una ripartenza lenta. Dopo la sospensione estiva delle linee, il Campidoglio ha predisposto un rientro graduale: la completa ripresa del servizio è indicata soltanto per il 23 novembre, mantenendo comunque le limitazioni già esistenti prima dell’estate. Nel frattempo Roma affronta deviazioni, autobus sostitutivi, cantieri e modifiche continue alla circolazione. Un sistema nel quale le restrizioni avanzano spesso più velocemente delle alternative.
La mobilità sostenibile si misura sulla strada
ECO 2026 rappresenta un’occasione utile per ascoltare esperienze e soluzioni costruite in altre città. Ma il confronto con Parigi rischia di diventare scomodo per Gualtieri e Patanè. La mobilità sostenibile non vive soltanto nei convegni, nei varchi elettronici o nelle nuove limitazioni: richiede metropolitane affidabili, mezzi pubblici competitivi, cantieri coordinati e scadenze trasparenti.
Prima di presentarsi come laboratorio della città del futuro, Roma deve ancora risolvere i problemi della città presente. Perché senza alternative efficienti, anche la rivoluzione più verde rischia di essere percepita dai cittadini come l’ennesima somma di divieti, ritardi e disagi.