Roma, nuovi tram ATAC in collaudo 7 mesi dopo l’arrivo, manca ancora la data della prima corsa: quando finirà l’attesa?


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A Roma i nuovi tram ATAC continuano a viaggiare senza passeggeri, mentre l’amministrazione del sindaco Roberto Gualtieri non ha ancora comunicato una data certa per la loro entrata in servizio. Lunedì 12 e martedì 13 ottobre sono previste ulteriori prove tecniche dei nuovi CAF Urbos. Ma attenzione: la conclusione di questi due giorni di verifiche non coincide necessariamente con la fine dell’intero collaudo. Per i cittadini, dunque, resta ancora senza risposta la domanda principale: quando potranno finalmente utilizzare i nuovi mezzi?

Nuovi tram ATAC, altri collaudi e deviazioni

Le verifiche del 12 e 13 ottobre, programmate dalle 9 alle 18 in viale Carlo Felice, comportano deviazioni della linea 3L e modifiche temporanee ad alcune fermate. Non si tratta delle prime prove. Una precedente sessione, iniziata il 28 settembre, si era conclusa il 2 ottobre. Roma Servizi per la Mobilità aveva però già annunciato ulteriori verifiche, prevalentemente notturne, nell’ambito del programma approvato da ANSFISA, l’agenzia nazionale competente per la sicurezza. Il 13 ottobre, quindi, non rappresenta una scadenza ufficiale per l’entrata in servizio.

Il primo tram arrivato a marzo: sette mesi dopo ancora verifiche

C’è un particolare che rende ancora più importante chiarire i tempi. Il primo CAF Urbos era arrivato a Roma dalla Spagna il 3 marzo scorso, per essere trasferito due giorni dopo nelle officine ATAC. Sono trascorsi oltre sette mesi e il mezzo risulta ancora impegnato nell’iter necessario per trasportare passeggeri. Le verifiche tecniche e autorizzative richiedono tempi adeguati, naturalmente. Ma proprio per questo sarebbe utile conoscere le scadenze aggiornate, le attività completate e quelle ancora necessarie.

La prima corsa era prevista entro dicembre 2025

Il problema nasce ben prima degli ultimi collaudi. Il cronoprogramma aggiornato nel 2024 prevedeva infatti l’ingresso in servizio del primo tram entro dicembre 2025. Nel Piano industriale approvato alla fine dello stesso anno, ATAC aveva già segnalato possibili ritardi nell’omologazione, collegati a richieste ministeriali. Il 28 settembre 2026 l’azienda dichiarava di avere dodici nuovi tram a disposizione. Un dato importante, che però non equivale alla disponibilità di dodici vetture già autorizzate a trasportare cittadini.

Il cronoprogramma esiste, ma manca la data che interessa ai romani

Occorre distinguere i programmi tecnici dalle informazioni offerte agli utenti. ATAC dispone di un calendario delle consegne e di un piano delle prove. Quello che non emerge dalle comunicazioni pubbliche consultate è invece una scadenza definitiva per la conclusione dell’iter autorizzativo e l’avvio del servizio passeggeri. Non è quindi corretto sostenere che manchi qualsiasi cronoprogramma. Manca, piuttosto, una data pubblica certa per il risultato che interessa ai viaggiatori: vedere i tram finalmente in servizio ordinario.

ATAC indica fine 2026, ma senza una data precisa

C’è un aggiornamento da considerare: nella comunicazione ufficiale del 28 settembre, Roma Servizi per la Mobilità ha indicato entro la fine del 2026 come obiettivo per l’ingresso in servizio del primo CAF Urbos. Un orizzonte temporale, dunque, esiste. Non è però ancora un appuntamento preciso sul calendario. E resta da chiarire quando sarà completata l’omologazione e quanti mezzi potranno effettivamente trasportare passeggeri nei mesi successivi.

Cinque linee tram tra cantieri e autobus sostitutivi

Intanto i problemi della rete non riguardano soltanto i nuovi mezzi. Anche le linee 2, 3, 5, 14 e 19 sono interessate, interamente o su alcune tratte, da servizi sostitutivi. Le interruzioni dipendono soprattutto dagli interventi di ammodernamento dell’infrastruttura. Il calendario ufficiale prevede il completamento della fase principale delle riattivazioni il 23 novembre, pur con alcune limitazioni destinate a proseguire. Per i pendolari significa continuare a convivere con percorsi modificati, cambi di mezzo e disagi quotidiani.

Metro A, le dieci stazioni aspettano ancora il calendario definitivo

Dai tram alla metropolitana, il problema delle scadenze ritorna. Per la riqualificazione di dieci stazioni della Metro A erano stati annunciati lavori da giugno a dicembre 2026. Quel programma iniziale non è stato rispettato. Il Campidoglio ha fornito successivi aggiornamenti, ma non emerge ancora un calendario definitivo, stazione per stazione, con date di avvio, eventuali chiusure e conclusione degli interventi. Un’incertezza che rende difficile organizzarsi a chi utilizza quotidianamente una delle principali linee della Capitale.

Bus lenti e metropolitane poco frequenti: la sfida quotidiana

Il problema, del resto, è più ampio. Gli autobus romani continuano a confrontarsi con traffico e rallentamenti, mentre le frequenze e l’affidabilità delle Metro A, B e C restano questioni fondamentali per i pendolari. I nuovi treni e gli interventi sulla rete rappresentano investimenti necessari, ma chi si sposta ogni giorno ha bisogno di risultati concreti. Non basta conoscere il numero dei mezzi acquistati: servono corse regolari, collegamenti efficienti e tempi di attesa prevedibili.

ZTL, Photored e autovelox: quale alternativa all’auto privata?

È qui che il dibattito assume un significato politico più ampio. Roma punta a una mobilità sempre più sostenibile, mentre gli automobilisti devono fare i conti con ZTL, controlli elettronici, Photored e autovelox. Provvedimenti con finalità differenti, dalla sicurezza stradale alla tutela ambientale, che però rendono ancora più urgente un’alternativa pubblica affidabile. Una città che vuole ridurre la dipendenza dalle automobili deve garantire ai cittadini la possibilità concreta di lasciarle a casa.

Gualtieri e Patanè, la domanda non riguarda soltanto i tram

Per il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore Eugenio Patanè, dunque, la questione va oltre il collaudo dei CAF Urbos. ATAC punta a mettere in servizio il primo tram entro dicembre, ma i cittadini attendono ancora una data precisa, mentre cantieri e interruzioni continuano a condizionare gli spostamenti.

Roma vuole essere una Capitale moderna, europea e sostenibile. Ma questa ambizione deve misurarsi anche con le esigenze di chi lavora, studia e attraversa ogni giorno la città.

Perché la vera prova della mobilità green non sarà vedere un tram nuovo percorrere i binari senza passeggeri, ma consentire finalmente ai romani di salirci, arrivare puntuali a destinazione e poter rinunciare all’automobile senza pagare il prezzo di un trasporto pubblico ancora in difficoltà.