Roma ‘ostaggio’ delle ciclabili, Giunta Gualtieri costretta ai ritocchi last minute, i residenti: “Solo correzioni di facciata”
Roma entra nei 60 giorni decisivi delle ciclabili Pnrr, ma quella che il Campidoglio presenta come fase finale dei lavori somiglia sempre di più a una corsa affannosa per mettere pezze su progetti contestati, più che a una vera correzione di rotta.
La deroga che non cambia tutto
Da oggi scatta la finestra di 60 giorni (dal 30 giugno fino a fine agosto) concessa per apportare modifiche alle ciclovie finanziate con i fondi europei. Ma il punto è uno: si potranno fare ritocchi, non stravolgimenti. Tradotto: il Campidoglio può provare a limare gli angoli, spostare qualche cordolo, sistemare qualche segnaletica, ma l’impianto resta quello. E resta anche la rabbia dei quartieri.
Il rischio del conto
Il Comune deve chiudere la partita senza bucare le scadenze, perché i fondi Pnrr hanno regole rigide e tempi stretti. Le ciclovie già realizzate con quelle risorse valgono decine di chilometri, con costi medi indicati in circa 380mila euro a chilometro. Se i tempi saltano, il rischio politico ed economico è pesante: Roma potrebbe ritrovarsi con cantieri contestati e costi da gestire sulle proprie spalle.
Via La Spezia, il cantiere simbolo
In via La Spezia, uno dei fronti più caldi, il cantiere è rimasto fermo per giorni. Bobcat sull’asfalto, reti arancioni piegate dal caldo, operai assenti. Il motivo sarebbe legato ai ritardi nella fornitura dei cigli in travertino, i cordoli usati per delimitare la ciclovia. Intanto i residenti guardano con crescente irritazione una strada già complicata, dove parcheggiare è quasi impossibile e il restringimento della carreggiata rischia di peggiorare traffico e vita quotidiana.
Monteverde e la ciclabile “più pazza”
A Monteverde, via Virginia Agnelli è diventata il simbolo dell’ironia romana contro la mobilità disegnata a tavolino. La ciclabile è stata ribattezzata da molti residenti e dal consigliere Daniele Giannini “la più pazza del mondo”: un percorso che si infila tra fermate bus, cassonetti, marciapiedi e attraversamenti pedonali. Più che una pista, per chi la contesta sembra una gimkana. E a pochi passi resta aperta anche la polemica su viale dei Quattro Venti.
Pineta Sacchetti e Parioli, proteste aperte
In via della Pineta Sacchetti la tensione è alta, soprattutto dopo i video che mostrano il traffico in difficoltà e i mezzi di soccorso rallentati verso il Gemelli. Ai Parioli, invece, la ciclabile di via Panama continua a far discutere: secondo i residenti parte dal nulla, si interrompe, riparte sul marciapiede e restringe la strada vicino alle fermate. Il risultato denunciato è sempre lo stesso: ingorghi, disagi e pochissime bici.
Flaminio, la rabbia di via Guido Reni
In via Guido Reni, al Flaminio, la protesta non si è mai davvero spenta. Gli abitanti avevano provato a bloccare i lavori e oggi denunciano un quartiere più fragile: meno parcheggi, più sosta selvaggia, autobus in difficoltà e incroci spesso ostruiti dalle auto lasciate dove capita. A questo si aggiunge il carico degli eventi tra Auditorium e Olimpico. Per i residenti la ciclabile non ha alleggerito nulla: ha solo aggiunto caos.
Il nodo politico: Gualtieri e Patanè
Il punto, ormai, non è più essere favorevoli o contrari alle biciclette. Il punto è come si governa una città complessa come Roma. Gualtieri e Patanè hanno scommesso su una trasformazione rapida della mobilità, ma in molti quartieri quella trasformazione viene percepita come calata dall’alto, senza ascolto vero e senza una visione capace di tenere insieme bus, auto, pedoni, soccorsi, commercio e parcheggi.
Ritocchi che sanno di toppa
Ora arrivano i ritocchi. Ma il sospetto, tra residenti e comitati, è che servano più a salvare la forma che a risolvere la sostanza. Due mesi per correggere il correggibile, mentre la protesta continua da San Giovanni a Monteverde, dalla Pineta Sacchetti ai Parioli. Le ciclabili dovevano raccontare la Roma moderna. Rischiano invece di diventare il manifesto più visibile di una Capitale che cambia senza convincere chi la vive ogni giorno.