Roma perde due Mondiali di Atletica 2029 e 2031, le Olimpiadi 2040 affossate dal Campidoglio già 21 volte


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Roma perde i Mondiali di atletica del 2029 e del 2031 e a Roberto Gualtieri resta solo il sogno delle Olimpiadi 2040: un progetto annunciato dal primo cittadino più volte anche a mezzo stampa con grande enfasi, ma mai sostenuto neppure da un voto esplorativo dell’Assemblea capitolina.

Roma fuori dai Mondiali di atletica

Ma partiamo dal flop su due mondiali: la decisione è arrivata il 15 settembre, durante il Consiglio di World Athletics riunito a Budapest. I Mondiali del 2029 sono stati assegnati a Nairobi, prima città africana a ospitare la manifestazione. L’edizione del 2031 andrà invece a Monaco di Baviera. Roma, candidata insieme a Londra, resta fuori da entrambe le competizioni.

La candidatura italiana era stata accompagnata dal sostegno del Governo e dalla garanzia finanziaria necessaria. Ma la proposta romana non ha convinto il Consiglio internazionale. L’ultima edizione italiana resta così quella organizzata proprio nella Capitale nel 1987. World Athletics ha premiato Nairobi e Monaco.

Gualtieri e il sogno dei cinque cerchi

Archiviata la corsa mondiale, sul tavolo rimane la prospettiva più ambiziosa: riportare le Olimpiadi a Roma nel 2036 o, più realisticamente, nel 2040. Non nel 2035, anno nel quale non è prevista alcuna edizione dei Giochi estivi.

Gualtieri aveva rilanciato pubblicamente il progetto già a febbraio. Il 3 luglio era andato oltre, assicurando che Roma sarebbe stata «in prima linea» per l’aggiudicazione delle prossime Olimpiadi. Parole solenni, accompagnate dal richiamo al “modello Giubileo” e alla collaborazione con Governo e Coni. Fuori dall’Aula Giulio Cesare, dunque, il sindaco correva già verso i cinque cerchi. Dentro il Campidoglio, però, la sua maggioranza restava ferma ai blocchi.

Ventuno occasioni senza un voto in Aula Giulio Cesare

La mozione numero 33 del 2026, presentata il 23 gennaio dai consiglieri di Azione Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, non chiedeva di candidare immediatamente Roma. Proponeva soltanto di avviare uno studio preliminare su impianti, trasporti, sostenibilità, costi e ricadute economiche di un’eventuale candidatura olimpica per il 2040.

Eppure il documento è passato per ben 21 date di seduta senza essere votato: 5 e 7 maggio; 12 e 14 maggio; 19 e 21 maggio; 26 e 28 maggio; 4 giugno; 9 e 11 giugno; 16 e 18 giugno; 23 e 25 giugno; 2 luglio; 7 e 9 luglio; 14, 15 e 16 luglio.

Ventuno partenze annunciate e nessun traguardo. La cronologia completa è stata ricostruita dal Nuovo 7 Colli attraverso gli ordini dei lavori.

La mozione sparisce dall’Aula

Dopo l’ultimo passaggio del 16 luglio, la proposta non è stata bocciata né formalmente ritirata. È semplicemente scomparsa dal calendario delle sedute del 21, 22, 23 e 24 luglio. Non è ricomparsa neppure nei lavori programmati dal 27 al 31 luglio.

È questo il punto politicamente più pesante per Gualtieri. Il sindaco parla alla stampa di una Roma pronta a conquistare le Olimpiadi, ma il Campidoglio non riesce nemmeno a votare un documento che chiede di studiarne la fattibilità. Nessuna candidatura, nessun dossier olimpico, nessuna decisione ufficiale: soltanto annunci.

Il nodo M5S che paralizza il Campo largo

Sul fondo resta il problema politico. Il Movimento 5 Stelle porta con sé il precedente del 2016, quando la maggioranza guidata da Virginia Raggi fermò Roma 2024. Oggi alcune aperture pentastellate al confronto non equivalgono ancora a un sì. E per Gualtieri, impegnato a costruire il Campo largo in vista delle prossime elezioni, forzare il voto significherebbe far esplodere pubblicamente le divisioni.

Roma ha appena perso due Mondiali in un colpo solo. Le Olimpiadi restano lontane e la mozione che doveva appena cominciare a studiarle è finita fuori dall’ordine dei lavori. Gualtieri continua a indicare il traguardo, ma la sua maggioranza non ha ancora deciso se presentarsi alla partenza.