Roma, Piano Notte: i residenti di Trastevere bocciano i tutor di Gualtieri. “Servono più agenti, non tutor”
Roma, per i residenti di Trastevere la notte romana non è più soltanto rumore, bicchieri abbandonati e schiamazzi fino all’alba: alla Scalea del Tamburino sono state ritrovate mazze chiodate nascoste e pronte per essere utilizzate negli scontri tra gruppi di giovani. Un ritrovamento denunciato dal Comitato Emergenza Trastevere, che rilancia l’allarme: nei vicoli del rione la sensazione è che la situazione stia peggiorando proprio alla vigilia dell’estate.
Il Piano notte e il dubbio dei residenti
La risposta del Campidoglio arriverà da luglio con il “Piano Roma Notte”, firmato insieme alla Prefettura: più illuminazione, pattuglie della Polizia Locale raddoppiate, trasporti notturni rafforzati e fino a 150 tutor distribuiti nelle aree più delicate della città. Ma è proprio sui tutor che si concentra la sfiducia dei comitati: potranno assistere, segnalare e mediare, ma non fermare una rissa, identificare un aggressore o sanzionare chi trasforma una piazza in terreno di scontro. Per chi vive ogni notte con finestre chiuse e paura sotto casa, il nodo resta uno: servono divise e controlli veri.
La sicurezza diventa scontro politico
La protesta dei residenti si è allargata, nei giorni scorsi, anche al terreno politico. Fratelli d’Italia, nei giorni scorsi, ha attaccato il Piano notte, contestando una strategia giudicata confusa e insufficiente, soprattutto sul fronte dei tutor e dei collegamenti serali. Marco Perissa e Fabio Schiuma chiedono più sicurezza reale e il prolungamento dell’orario della metropolitana nei fine settimana.
La notte romana non può aspettare luglio
Intanto Trastevere, San Lorenzo, Esquilino e gli altri quartieri della movida affrontano già le prime notti difficili della stagione. Il sindaco Roberto Gualtieri ha escluso uno stop generalizzato alla somministrazione di alcolici dopo mezzanotte, scegliendo la strada della prevenzione e dei presidi diffusi. Ma i residenti chiedono risposte immediate: perché una città che aumenta divieti e regole non può lasciare sicurezza e trasporti alla prova dei fatti soltanto quando l’estate sarà ormai cominciata.