Roma, poker da urlo: Gasperini travolge la Fiorentina e riapre la porta Champions

Roma - Fiorentina

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La Roma domina, segna, diverte e manda un messaggio pesantissimo alla corsa Champions. All’Olimpico finisce 4-0 contro una Fiorentina mai davvero in partita dopo il primo quarto d’ora: Mancini, Wesley, Hermoso e Pisilli firmano una serata giallorossa perfetta. Il successo porta la squadra di Gasperini a 64 punti, quinta in classifica, a una sola lunghezza dalla Juventus quarta e a tre dal Milan terzo.

La scintilla: Mancini apre la notte giallorossa

La gara si sblocca al 13’, sugli sviluppi di un corner. Pisilli mette dentro una traiettoria precisa, Mancini prende il tempo alla difesa viola e batte De Gea di testa. È il gol che cambia l’inerzia: la Fiorentina, partita con un discreto approccio, perde compattezza; la Roma invece prende campo, ritmo e fiducia. Poco prima Malen aveva già colpito una traversa, segnale chiarissimo di una superiorità tecnica e fisica pronta a esplodere.

Uno-due devastante: Wesley firma il raddoppio

Quattro minuti dopo arriva il 2-0. Soulé conduce la ripartenza, Hermoso accompagna l’azione e serve la sponda decisiva per Wesley, freddo nel piazzare il pallone sul palo lontano. È il momento in cui la partita smette di essere equilibrata. La Roma non si limita a gestire: aggredisce, muove palla con velocità e manda continuamente in crisi le catene laterali della Fiorentina, incapace di proteggere De Gea.

Hermoso cala il tris: partita chiusa già nel primo tempo

Al 34’ arriva il 3-0, con Hermoso protagonista anche in zona gol. L’azione nasce da Koné, che sfonda sulla destra, arriva sul fondo e mette in mezzo un pallone solo da spingere in rete. La Roma va al riposo con tre gol di vantaggio e una sensazione netta: questa è una delle prestazioni più mature della stagione. Difesa alta, centrocampo aggressivo, esterni profondi, attacco mobile. La Fiorentina rincorre, ma quasi sempre in ritardo.

Pisilli, la firma del talento: il poker è servito

Nella ripresa la Fiorentina prova a cambiare volto con tre sostituzioni immediate. Braschi, classe 2006, colpisce anche un palo al 47’, l’unico vero lampo viola della serata. Ma al 58’ la Roma chiude definitivamente i conti: Malen, largo a destra, inventa un assist d’esterno per Pisilli, che completa una partita totale con il gol del 4-0. Il giovane giallorosso non solo segna: aveva già servito l’assist per Mancini.

Malen, una serata senza gol ma piena di Roma

Il tabellino non lo premia, ma Donyell Malen è tra i grandi protagonisti. Due traverse, una respinta super di De Gea, movimenti continui e l’assist per Pisilli. La sua partita racconta bene la Roma di Gasperini: verticale, feroce, mai sazia. Anche senza segnare, Malen allunga la difesa, apre spazi per Soulé e Pisilli, costringe Pongracic al giallo e tiene sempre in apprensione la retroguardia viola.

Fiorentina spenta: il palo di Braschi non basta

Per la Fiorentina è una notte amara. I viola restano a 37 punti, sedicesimi, con una classifica ancora delicata ma non disperata. La distanza dal Lecce, fermo a 32, resta di cinque punti; davanti ci sono Cagliari e Genoa, mentre Verona e Pisa sono molto più indietro. La squadra di Vanoli paga soprattutto l’incapacità di reggere l’urto romanista sulle seconde palle e sugli esterni.

La classifica: la Roma vede la Champions

Lo scudetto è già dell’Inter, campione d’Italia con 82 punti dopo il 2-0 al Parma, risultato che ha chiuso matematicamente la corsa al titolo. Dietro, però, la battaglia Champions è apertissima: Napoli 70, Milan 67, Juventus 65, Roma 64, Como 62. Il 4-0 alla Fiorentina non vale solo tre punti: vale pressione psicologica su chi sta davanti e rilancia la Roma nel momento decisivo della stagione.

L’analisi: una Roma adulta, cattiva e verticale

La chiave tattica è stata la superiorità romanista sulle corsie e negli inserimenti dei braccetti. Mancini ed Hermoso non sono rimasti bloccati dietro: hanno attaccato l’area, segnato e partecipato alla costruzione. Koné ha dato strappi, Pisilli qualità e presenza, Wesley profondità. La Fiorentina, invece, ha avuto possesso sterile e poca capacità di rompere le linee. Il risultato è severo, ma fedele: la Roma ha dominato intensità, occasioni e gestione emotiva.

Il verdetto: non è solo una vittoria, è un avviso

Questo 4-0 pesa perché arriva nel finale di campionato, quando ogni punto diventa sentenza. Gasperini ottiene una prova completa: porta inviolata, quattro marcatori diversi, giovani decisivi e recuperi importanti come Dybala ed El Shaarawy nel finale. La Roma non è ancora in zona Champions, ma ora è lì, addosso alla Juventus. E dopo una notte così, nessuno può più considerarla una semplice inseguitrice.