Roma sommersa dalle erbacce, 6,8 milioni a Ama per tagliare l’erba: la nuova ‘scommessa’ di Gualtieri durerà solo 6 mesi
Dopo quasi quattro anni di mandato, il Campidoglio guidato dal sindaco Roberto Gualtieri mette nero su bianco un nuovo incarico ad AMA per il taglio dell’erba, ossia lo sfalcio delle aree verdi di arredo stradale, delle aree di sosta e dei franchi laterali della viabilità: una decisione che arriva con la Delibera di Giunta Capitolina n. 159 del 21 maggio (che alleghiamo in formato scaricabile alla fine di questo articolo) e che pesa politicamente come un’ammissione: il decoro stradale di Roma resta una ferita aperta. Al momento del voto di Giunta in Campidoglio erano assenti sia il sindaco Gualtieri che l’assessore Onorato.
Il conto per il 2026? 6,8 milioni di €
Il contratto Campidoglio-Ama vale fino al 31 dicembre 2026 e mette sul piatto quasi 6,8 milioni di euro di soldi pubblici, ossia dei cittadini. Il servizio prevede sette sfalci e riguarda un fronte molto concreto: banchine, scarpate, aiuole, spartitraffico, rotatorie, verde aggettante, infestanti, arbusti e canneti. Non solo taglio dell’erba, quindi, ma anche rimozione del materiale di risulta e dei rifiuti presenti sulle pertinenze stradali.
AMA oltre i rifiuti
AMA non parte da zero. Era già coinvolta nel diserbo stradale. Ma ora il perimetro si allarga e diventa più strutturato. La municipalizzata viene caricata di un altro pezzo del decoro urbano, proprio mentre continua a essere al centro del dibattito sui rifiuti. Il messaggio politico è evidente: Gualtieri prova a concentrare su AMA anche la battaglia contro erbacce, margini stradali e verde fuori controllo.
La domanda politica
Il punto, però, è un altro. Se oggi serve un contratto dedicato per intervenire su sfalci, aree di sosta e franchi laterali, cosa è accaduto finora? Dopo quattro anni di governo cittadino, scoprire adesso questo incarico extra rischia di suonare come una giustificazione tardiva. Roma, agli occhi di tanti cittadini, appare ancora troppo spesso semi-abbandonata tra marciapiedi invasi, rotatorie trascurate e banchine trasformate in giungla urbana.
La corsa verso il 2027
La tempistica pesa. Mancano circa undici mesi alle elezioni attese per maggio 2027 e Gualtieri punta alla riconferma. In questo scenario, ogni intervento sul decoro diventa anche una partita politica. Il sindaco prova a presentare una macchina più ordinata, con obiettivi, controlli e penali. Ma il rischio è che la città legga l’operazione in modo opposto: non come una svolta, ma come una rincorsa.
Controlli e penali
Il contratto prevede indicatori precisi: almeno il 95% delle aree sfalciate nei tempi, interventi su segnalazione entro 72 ore e customer satisfaction non inferiore al 70%. Sono previste anche penali per inadempienze. Sulla carta, dunque, il meccanismo c’è. Ma la vera domanda resta sul campo: Roma vedrà davvero strade più pulite e ordinate, oppure sarà l’ennesimo contratto che promette decoro mentre la Capitale continua ad aspettare?