Roma, Spin Time, gli ex occupanti abusivi restano in sit-in: sull’acquisto pesano i costi alle stelle, ma anche droga e sicurezza

Roma, sullo sfondo l'iongresso dello SPin Time, in primo piano il sindaco Gualtieri

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Il Campidoglio guidato dal sindaco Roberto Gualtieri continua a puntare sull’acquisto dello Spin Time, ma sulla possibile operazione pubblica pesano ora un nuovo caso droga, un conto economico ancora tutto da quantificare e il presidio degli ex occupanti che resta davanti al palazzo: 160 persone hanno già ottenuto una sistemazione alternativa, ma una parte della comunità non intende smobilitare finché anche l’ultimo ex residente-abusivo non avrà trovato un tetto.

Nel palazzo trovati 700 grammi di hashish

L’ultima grana arriva dalla perquisizione effettuata dalla Polizia nell’ex sede Inpdap di via Santa Croce in Gerusalemme: all’interno è stato trovato un panetto di circa 700 grammi di hashish, con un confezionamento indicato come compatibile con la vendita. Il sequestro ha immediatamente riacceso lo scontro politico.

Il ritrovamento non rappresenta, di per sé, un ostacolo giuridico all’eventuale acquisto del palazzo da parte di Roma. Ma politicamente cambia il clima attorno all’operazione: il centrodestra ha già utilizzato il sequestro per contestare la linea del sindaco Roberto Gualtieri e la scelta di lavorare per riportare l’immobile nel patrimonio pubblico.

Centosessanta sistemati, ma il presidio resta

Intanto il Campidoglio prova a svuotare progressivamente l’accampamento nato dopo l’incendio del 29 luglio e la dichiarazione di inagibilità dell’edificio. Al termine dell’ultimo vertice con gli attivisti, Roma ha comunicato di aver trovato sistemazioni alternative per circa 160 persone. Per altre 48 persone fragili sarebbe stata individuata una struttura all’Esquilino.

Il problema è che il presidio non è finito. Il Campidoglio spinge perché venga rimosso in tempi brevi, mentre gli ex occupanti hanno annunciato l’intenzione di restare davanti allo Spin Time finché l’ultima persona non avrà una soluzione abitativa. Una posizione che trasforma quella che doveva essere una gestione temporanea dell’emergenza in un nuovo braccio di ferro politico con Palazzo Senatorio.

Hotel e assistenza: il conto del Comune ancora non c’è

Poi ci sono i soldi. Con l’ordinanza del 7 agosto Gualtieri ha autorizzato fino a 60 giorni di assistenza alloggiativa, anche attraverso alberghi, strutture religiose e altre sistemazioni disponibili nella Città Metropolitana. Per finanziare l’emergenza viene espressamente previsto il ricorso al fondo di riserva di Roma, a copertura delle spese sostenute a partire dalla sera del 29 luglio.

Ma c’è un particolare decisivo: nell’ordinanza non compare il costo complessivo dell’operazione. Hotel, pasti, Protezione Civile, strutture di accoglienza e assistenza hanno inevitabilmente un costo, ma ad oggi non è corretto attribuire al Campidoglio una cifra definitiva che non risulta ancora resa pubblica negli atti esaminati.

Quei 21 milioni che vengono da lontano

Il vero macigno economico della vicenda è precedente all’incendio. Nel febbraio scorso è diventata pubblica la sentenza con cui il Tribunale civile di Roma ha condannato il Ministero dell’Interno – non Roma Capitale – a risarcire Investire Sgr per il mancato sgombero dello Spin Time: 21.182.118,50 euro, oltre a un’indennità indicata in 206.932,53 euro al mese per il periodo successivo al dicembre 2025 fino alla liberazione dell’immobile.

Una cifra enorme che racconta quanto la vicenda sia rimasta irrisolta per anni. Il decreto di sequestro preventivo era stato disposto dal Gip già nel marzo 2020, ma, secondo quanto ricostruito nella sentenza civile, non era stato eseguito.

Dalle bollette del 2019 al maxi conto di oggi

E le polemiche economiche attorno allo stabile non nascono certo nell’estate 2026. Già nel 2019 esplose il caso di circa 300mila euro di bollette elettriche arretrate. Dopo il distacco della corrente, Areti presentò anche un esposto contro ignoti per il successivo riallaccio abusivo dell’energia elettrica.

Sette anni dopo la scala del problema è completamente diversa: una sentenza milionaria contro lo Stato, una nuova emergenza abitativa finanziata con soldi pubblici e ora anche il sequestro di droga all’interno dell’edificio.

E Gualtieri vuole ancora comprarlo: costo? 40 milioni più ristrutturazione

Nonostante tutto, il progetto politico del Campidoglio non è tramontato. Dopo il fallimento della soluzione temporanea proposta alla proprietà, Gualtieri ha ribadito la volontà di avviare le procedure di legge per valutare l’immobile in vista di un eventuale acquisto. L’immobile viene valutato 40 milioni a cui si aggiungono i costi di ristrutturazione dell’immobile. Non esiste però, al momento, un prezzo di compravendita definitivamente approvato da Roma.

Ed è proprio qui che il caso entra nella fase più delicata. Prima ancora di sapere quanto costerebbe comprare lo Spin Time, Roma deve fare i conti con quanto la vicenda è già costata allo Stato. Con le nuove spese dell’emergenza, con un palazzo dichiarato inagibile e con un presidio che non vuole sciogliersi.

Ora, dentro quel quadro, sono comparsi anche 700 grammi di hashish. E per Gualtieri spiegare perché l’acquisto dello Spin Time resti una scelta conveniente e di interesse pubblico rischia di diventare politicamente molto più difficile.