Roma, stop all’albero bioclimatico, niente bosco vero, Termini resta desertica: il ‘green’ promesso da Gualtieri è un miraggio


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Roma, Gualtie4ri e la sua Giunta dopo aver promesso più ombra e un arboreto (ossia un bosco urbano vero) in piazza dei Cinquecento, dà corso prima alla cancellazione del bosco urbano promesso nel 2025 e poi cancella anche il finto-albero bioclimatico da 500mila euro promesso appena 48 ore fa: così Termini resta una piazza dura, assolata, desertica, simbolo perfetto del verde annunciato e mai davvero piantato dall’Amministrazione capitolina.

La promessa del 14 gennaio 2025

La data da segnare è il 14 gennaio 2025. Quel giorno il sindaco Roberto Gualtieri inaugura la nuova piazza dei Cinquecento, per il Giubileo,davanti alla stazione Termini, e prova a spegnere subito le polemiche sull’assenza di verde. La frase è chiara: “L’ombra verrà aumentata con l’arboreto nei prossimi mesi”. Non un dettaglio, ma una promessa politica precisa, pubblica. Il progetto, aggiungeva il sindaco, prevedeva la “massimizzazione delle alberature e degli spazi di ombra”.

La piazza dei Cinquecento promessa da Gualtieri e Alfonsi nel 2025, rendering del Comune di Roma

Due giorni dopo: le 107 piante

Il 17 gennaio 2025 arriva un’altra rassicurazione. Anas, soggetto attuatore per conto del gruppo Fs e di Sistemi Urbani, spiega che il progetto sarebbe stato realizzato come previsto e che nella piazza sarebbero stati piantati 107 nuovi alberi. Alberi veri, nuovi di zecca. Anche qui il messaggio era netto: niente allarme, il verde arriverà. Ma intanto, sotto il sole di Termini, i romani continuavano a vedere soprattutto pietra, cemento, travertino e attese.

Il 9 giugno: il bosco diventa vasca

Poi arriva il 9 giugno 2026. E la promessa cambia forma. Il bosco urbano non è più il bosco urbano. Il progetto iniziale, secondo la ricostruzione pubblicata in quei giorni, non sarebbe realizzabile come immaginato: il verde viene confinato in due grandi aiuole, con alberi in vasca e un impianto molto più povero rispetto al rendering originario. Dove doveva esserci una massa verde, spunta una soluzione ridotta, quasi difensiva.

Il 16 giugno: la contraddizione esplode

Il 16 giugno 2026 il quadro diventa ancora più imbarazzante. Gli alberi, sì, ci saranno, ma “in numero molto inferiore rispetto al progetto originale”. Non più il bosco urbano evocato nei rendering, ma un paio di maxi aree ritagliate tra travertini e basaltine. E non solo: del bike hub e di altri servizi previsti si sarebbero perse le tracce. Tradotto politicamente: la piazza promessa come spazio verde e vivo si allontana sempre di più dall’idea originaria.

Il 7 luglio: arriva l’albero finto

A quel punto, quando il bosco vero è già evaporato, compare il colpo di teatro: il 7 luglio si parla dell’albero bioclimatico. Una struttura artificiale, tecnologica, capace sulla carta di abbassare la temperatura dell’aria fino a circa 10 gradi attraverso l’evaporazione dell’acqua. Costo stimato: 500mila euro. Il progetto, però, non è ancora definitivo: è sottoposto alle verifiche tecniche ed economiche del Campidoglio.

Roma, rendering del progetto
Roma, rendering del progetto – www.7colli.it

L’albero bioclimatico da 500mila € abortito in appena 48 ore

Il 9 luglio 2026: cancellato anche quello

Passano appena due giorni. Oggi 9 luglio il Campidoglio frena e fa marcia indietro. L’albero bioclimatico non si farà più. La motivazione ufficiale (ventilata alla stampa ‘amica’) è il costo elevato, giudicato non sostenibile per un investimento pubblico di questo tipo, insieme alla volontà di orientare le risorse verso un verde urbano “concreto e duraturo”. Una formula che suona quasi beffarda: se il verde concreto era la priorità, perché arrivare prima all’ipotesi del finto-albero?

Termini resta senza ombra

La contraddizione è tutta nella cronologia. Il 14 gennaio 2025 Gualtieri promette l’arboreto “nei prossimi mesi”. Il 17 gennaio 2025 si parla di 107 piante. Il 9 giugno 2026 il bosco urbano si riduce a verde in vasca. Il 7 luglio 2026 spunta l’albero bioclimatico da mezzo milione. Il 9 luglio 2026 viene cancellato anche quello. Risultato: piazza dei Cinquecento resta una distesa rovente, con il verde più raccontato che visto.

Il verde che non mette radici

Il problema non è la ricerca, né l’innovazione climatica. Il problema è politico: Termini diventa il simbolo di una giunta che parla di resilienza, ombra, sostenibilità e adattamento urbano, ma poi davanti alla principale stazione della Capitale non riesce a consegnare un risultato semplice, visibile, comprensibile a tutti. Alberi veri. Ombra vera. Una piazza meno desertica. Il resto, ormai, sembra solo l’ennesima scenografia evaporata al primo sole.