Roma Termini, perseguita una dipendente e sfida la polizia: «Non mi arresteranno mai». Preso due volte

Roma, Polizia in azione a Termini

Per ore restava lì, vicino alle biglietterie automatiche di Roma Termini, a fissarla mentre lavorava. E tornava più volte alla settimana. Voleva un appuntamento, insisteva nonostante i continui rifiuti e, quando è riuscito a procurarsi il suo numero di telefono, ha iniziato a contattarla utilizzando utenze sempre diverse.

Ma il giovane, un 20enne originario della Guinea, sembrava essere assolutamente sicuro: nessuno avrebbe potuto fargli nulla e non sarebbe mai stato arrestato. È andata diversamente. La Polizia Ferroviaria lo ha arrestato una prima volta per atti persecutori. E quando, nonostante il divieto di avvicinamento, ha provato a tornare ancora una volta nella stazione dove lavorava la donna, ad aspettarlo ha trovato altri poliziotti. E c’è stato il secondo arresto. E questa volta per lui si sono aperte le porte del carcere.

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Roma Termini, ore a fissare la dipendente mentre lavorava

Tutto era iniziato nell’estate del 2025 da un gesto normalissimo. La dipendente della stazione aveva aiutato il 20enne durante un’operazione commerciale. Un semplice contatto di lavoro che, però, aveva fatto nascere nel giovane un interesse sentimentale non ricambiato. Da quel momento aveva iniziato a cercarla. Si presentava alla stazione Termini diverse volte nell’arco della settimana e poteva restare per ore nei pressi del luogo di lavoro della ragazza semplicemente per osservarla. Poi erano iniziate le richieste di appuntamenti. Voleva incontrarla, corteggiarla. Lei continuava a dirgli di no. Rifiuti ripetuti e inequivocabili che, però, non erano serviti a fermarlo.

A un certo punto il giovane è riuscito anche a procurarsi, con uno stratagemma ancora da chiarire, il numero di telefono della donna. E i contatti sono proseguiti anche fuori dalla stazione. Il 20enne utilizzava utenze telefoniche sempre diverse per raggiungerla. In alcune occasioni aveva assunto anche un atteggiamento di aperta sfida, sostenendo che nessuno sarebbe riuscito a fermarlo e che non sarebbe mai stato arrestato. Intanto, per la dipendente, andare al lavoro era diventato motivo di ansia e paura. Fino all’ennesimo incontro, sempre a Termini.

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Lei lo vede ancora in stazione e chiama la Polizia Ferroviaria

La donna è al lavoro quando si accorge che il giovane è tornato. Questa volta chiede aiuto. Quando gli agenti della Polizia Ferroviaria del Compartimento Lazio arrivano, la trovano in forte stato di agitazione. Ma trovano anche lui. Il 20enne è appostato nei pressi delle biglietterie automatiche e sta guardando insistentemente la donna.

Gli agenti raccolgono la denuncia della dipendente e ricostruiscono quanto sarebbe accaduto a partire dall’estate precedente. Il giovane viene quindi arrestato e accompagnato negli uffici della Polizia Ferroviaria. Per lui viene disposto il divieto di avvicinamento. Una misura che, però, non basta.

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Il divieto di avvicinamento non lo ferma: torna ancora a Termini

Nonostante il provvedimento appena disposto, il 20enne decide infatti di tornare proprio dove non avrebbe dovuto trovarsi. A Roma Termini. Questa volta prova a entrare nella stazione arrivando dalla metropolitana. Ma gli agenti della Polmetro della Questura di Roma, impegnati nei controlli dell’area, lo intercettano mentre sta uscendo dalla metro. Il divieto di avvicinamento è ancora in vigore. E il giovane lo sta violando. Scatta così il secondo arresto. Dopo l’inosservanza della misura e l’attività investigativa svolta dalla Polizia Ferroviaria, per il 20enne è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

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