Scuola a Roma, scontro sui progetti nei nidi: la Lega attacca il Campidoglio e chiede chiarimenti sul ‘progetto gender’
A Roma si riaccende lo scontro politico sui progetti educativi destinati ai bambini più piccoli. Nella notte, in diversi quartieri della città, sono comparsi manifesti affissi da un comitato spontaneo di genitori contro quelli che vengono definiti “progetti gender” nei nidi e nelle scuole dell’infanzia. Un’iniziativa che, secondo la Lega, racconta un disagio sempre più diffuso tra molte famiglie romane e porta il tema direttamente al centro del dibattito pubblico.
La denuncia della Lega
A rilanciare il caso sono Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Campidoglio, insieme a Giovanni Picone e Valeria Campana, rispettivamente capogruppo e coordinatrice del partito nel Municipio XII. In una nota, gli esponenti leghisti sostengono che in alcune strutture educative sarebbero stati utilizzati libri e materiali rivolti a bambini molto piccoli. Citando tra gli esempi testi come Perché hai due mamme? e Perché hai due papà?. Per la Lega, si tratterebbe di contenuti non neutri, capaci di introdurre temi ritenuti delicati già nella prima infanzia.
Nel mirino anche il Municipio XII
La polemica non si ferma ai materiali didattici. Gli esponenti del Carroccio contestano anche uno spot video del presidente del Municipio XII, accusato di aver promosso pubblicamente progetti di questo tipo, finanziati con risorse municipali. È questo il punto più politico della vicenda. Non solo il contenuto delle attività, ma anche l’uso di fondi pubblici per iniziative che, secondo la Lega, dividerebbero le famiglie invece di rassicurarle. Da qui la richiesta di sapere con precisione chi decide, cosa viene proposto e con quali risorse.
La richiesta al sindaco e agli assessori
Il messaggio rivolto al sindaco Roberto Gualtieri e agli assessori competenti è chiaro: servono spiegazioni immediate. La Lega chiede trasparenza su progetti, materiali, soggetti coinvolti e finanziamenti utilizzati nei nidi e nelle scuole dell’infanzia della Capitale. Al centro, spiegano i firmatari della nota, c’è il rapporto di fiducia tra amministrazione, scuola e famiglie. Un rapporto che, secondo l’opposizione, rischia di incrinarsi quando i genitori hanno la sensazione di non essere informati fino in fondo su ciò che viene proposto ai loro figli.